Il Festival di Cosquin

Nove giorni e nove notti di puro folklore

 

cosquinfolcloreDopo aver ottenuto l’accreditamento ufficiale come blogger dalla commissione del festival direi che è doveroso raccontare un po’ cos’è effettivamente questo festival..

Nove giorni e nove notti di puro folklore, chiamate anche “Las nueve lunas coscoinas“, in questi giorni la città si trasforma, e vive pervasa  dallo spirito folklorico. Il festival infatti non è solo l’evento di musica ufficiale che si tiene nell’anfiteatro, ma un’esperienza folklorica totale che si vive nella strada e nelle peñas di tutto il paese, dove musicisti, ballerini, poeti, artisti, si esibiscono liberamente tutta la notte, con la speranza di poter arrivare un giorno sul palcoscenico ufficiale.

Dal suo inizio, nel 1961, quando l’idea era creare un evento che riunisse tutte le sfumature folkloriche del paese, il festival ha sempre continuato a crescere. Già due anni dopo, il presidente Josè Maria Guido istituisce la “Semana Nacional del Folklore”che si celebra in concomitanza con il festival.

Tra gli anni ’60 e ’70 si scatena un vero “boom” del folklore, riavvicinando a questa musica sempre più giovani. Artisti conosciuti in tutto il mondo ne calcano la scena, come Ariel Ramirez, Atahualpa Yupanqui, Jorge Cafrune, Alfredo Zitarrosa, anche una sconosciuta Mercedes Sosa si presenta per la prima volta al grande pubblico.

Cosquin ha saputo tenere duro anche negli anni neri della dittatura, quando molte canzoni furono censurate dal regime. Atahualpa Yupanqui, a cui è dedicato il palcoscenico, andrà in esilio a Parigi, dopo essere stato arrestato e torturato dai militari di Videla.

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Jorge Cafrune

Jorge Cafrune, nel 1978 non abbassò la testa davanti alla censura e cantò la canzone proibita “Zamba de mi esperanza” morì qualche giorno dopo, in un incidente dalle circostanze poco chiare.

Terminata la dittatura, dall’84 la televisione argentina inizia a trasmettere parte del festival in diretta, contribuendone alla diffusione e ottenendo livelli di audience sempre altissimi.

Oggi, con un palcoscenico largo 50 metri, una superficie di 830 m2, e un anfiteatro che può contenere fino a 10.000 spettatori, al grido di “¡Aqui Cosquin!” si apre quello che  è considerato il fenomeno socio culturale più importante dell’America Latina, riconosciuto in tutto il mondo.

La stessa Organizzazione degli Stati Americani (OSA) decide di patrocinarlo dichiarandone l’importanza per la cultura dei popoli delle Americhe. In Giappone nella città di Kawamata dal 1975 si organizza “Cosquin en Japon”, tre giorni di festival con musiche e danze folkloriche argentine cercando di ricostruire lo stesso spirito latinoamericano.

Cosquin non è un semplice festival, non è nemmeno la Woodstock del folklore, ma è un momento culturale importante di grande aggregazione, in cui il popolo argentino riscopre tutte le sue sfumature etniche, le celebra con orgoglio e le riconosce come parte della sua vera identità.

Foto http://www.aquicosquin.org

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