Riendas Libres

Come unire perfettamente tradizione e novità

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E’ stato un week end incredibile quello appena trascorso, ho avuto la possibilità di seguire il gruppo Riendas Libres in una delle loro date.

Si può dire che Riendas Libres nasca da una costola della gloriosa famiglia Carabajal. Questo cognome qui nella città de La Banda è un’istituzione, tutto partì dai 12 figli maschi di Doña Maria Luisa Paz, chiamata anche la madre de la chacarera…tanto i suoi figli e nipoti hanno dato e stanno ancora dando alla musica folklorica.

Uno dei suoi più talentuosi nipoti è Peteco Carabajal, musicista che ha composto alcune tra le più famose zambas y chacareras di sempre. Chiaccherare con lui è come passeggiare tra la storia recente del folklore. Ora si presenta al pubblico con un nuovo progetto tutto famigliare ed afferma:

“Io ho già dato tutto quello che potevo dare al mondo della musica, ora voglio liberarmi di tutto questo e dare spazio al nuovo, ai giovani, ai miei figli”.

Gli altri integranti del gruppo Riendas Libres infatti sono Homero Carpena Carabajal e Martina Ulrich Carpena Carabajal, giovani, belli, talentuosi, simpatici.. Il rapporto padre-figli che ho visto in questi giorni è stato a dir poco commovente nella sua spontaneità e intesa.

“Quando suono con Homero non ci sono regole, ci possiamo permettere tutto, destrutturare una chacarera, comporre, scomporre, magari anche dissacrare temi famosi…ma posso farlo solo con lui, con lui c’è un intesa unica e totale che solo in un rapporto tra padre e figlio è possibile!”

Il repertorio di Riendas Libres si stacca completamente dalle logiche di vendita e commerciali che ormai hanno pervaso anche il mondo della musica folklorica. Sono canzoni nate in cucina, in salotto, in giardino..parole di Homero e musica di Peteco o viceversa, sono canzoni nate dal cuore ma che guardacaso il pubblico argentino sta premiando, chiamandoli a partecipare a tutti i festival  del paese.

La semplicità e gioia con cui Peteco, Martina e Homero fanno le cose contagia tutto l’entourage, mediamente il loro pullman infatti viaggia con circa 11 persone tra tecnici del suono, addetti alla logistica, cameraman personali..le distanze sono lunghe, il viaggio che ho fatto con loro è durato 15 ore, senza stop, ma nonostante gli spazi angusti, le normali difficoltà di convivenza, le cose perse perché finite chissà dove, c’era sempre spazio per una battuta, una risata che calmasse gli animi e facesse tornare in mente che infondo, se si è li tutti insieme è perché qualcosa in comune c’e..tutti stanno inseguendo il proprio sogno.

Vi lascio questa nuova chacarera, “El amor como bandera”, canzone d’apertura dei loro concerti. Io l’ho chiamata “la chacarera che ti fa sorridere il cuore”..spero sorrida anche il vostro!

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