Il ritorno dal maestro

Re-encuentro

Ero molto nervosa quando ho preso il taxy che mi avrebbe portato in quel quartiere a sud di Santiago..sì è vero c’ero già stata tante volte, per un mese avevo frequentato quel patio quasi tutte le sere, ma ora non sò era diverso, io ero diversa.

Se prima c’era curiosità, avventura, troppa fretta e voglia di saggezza in tempi brevi, tutto questo ora aveva lasciato spazio più ad un senso di consapevolezza, una sorta di accettazione nel rispondere ad una forza che chiamava prepotentemente. Non lo so ancora lo scopo di questa forza, dove mi potrebbe portare e soprattutto SE mi porterà da qualche parte, però ero lì, ero tornata, di nuovo in quel rituale del viaggio in taxy attraverso le umili case santiagueñas..

Avevo potuto già ricevere un suo messaggio vocale registrato dal figlio, lo so che mi aspettavano, sua moglie mi aveva invitata con un messaggio denso di emoticons per il mate cocido il giorno stesso del mio arrivo a Santiago, frastornata com’ero dalla caotica Buenos Aires. Ma io continuavo ad essere nervosa, nonostante già percepissi la loro vicinanza ancora quando stavo in Italia.

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Il taxy si ferma giusto davanti a quella casetta rossa in angolo, le solite iniziali sul cancello “J S”. Non faccio in tempo a respirare che già lo scorgo infondo al patio, nel suo maglione di lana operata, barba bianca e pelle scura a contrasto, incorniciano quegli occhi magnetici che si stagliano dal bordo del berretto..

“Ay Elisaaaaa…Bienvenida!!” Sono felice di risentire quella voce, ma soprattutto di oltrepassare quel cancello circondata dai cani che mi fanno festa e mi accompagnano, l’aria nel patio sembra frizzante, allegra, giocosa, quasi elettrica! Vedo Nazareno seduto infondo ma lascia spazio al nostro incontro, un forte e lungo abbraccio, un abbraccio nuovo ma conosciuto nello stesso tempo, ma soprattutto una comunicazione flashiante delle nostre energie.

Mette la mano al petto e sulla schiena “Cuantas emociones..” Non è servito dire altro…anzi forse la cosa più sensata di quel momento è stata detta: “Vieni a sederti Elisa, il mate cocido è pronto”.

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