Notti di Salamanca, il folklore nel suo habitat naturale, tra la gente, con la gente, per la gente

Festival de La Salamanca 2018

C’è un festival nel folklore argentino, forse vorrei dire nel folklore argentino “underground”, dove nessuno si fa i pipponi se una danza rispetti i rigidi canoni tradizionali oppure no, non ci sono competizioni e rispettivi voti o vincitori.

C’è solo musica e danza al loro stato puro, persone che vogliono cantare e ballare, e un campo dove “jugar al carnaval” fino alle 7 del mattino, tanto con 30 gradi a mezzanotte chi dorme?

Nella città santiaguaña de La Banda, il primo fine settimana di febbraio, a partire dal giovedì, si incendia il fuoco del Festival della Salamanca.

UN PO DI STORIA

Il Festival de La Salamanca nasce da una idea di Edurado “Chaca” Carabajal nel 1991.

Eduardo “Chaca” Carabajal

Il proposito era quello di fare un festival santiagueño per il popolo santiagueño, Santiago capitale aveva già il suo Festival de la Chacarera, ne mancava uno per la città de La Banda, denominata anche “Cuna de Poetas y Cantores”, perché effettivamente buona parte di scrittori e musicisti popolari sono nati proprio da questo lato del Rio Dulce.

Moltissime persone collaboravano per dare il loro apporto alla buona riuscita dell’evento e per la prima edizione si affittarono 4000 sedie.

La Salamanca è una delle più famose leggende della provincia di Santiago del Estero, in onore ad essa è stato deciso di dare questo nome al festival, si dice che sia grazie alla Salamanca che questa terra sforna musicisti e ballerini dall’impressionante talento naturale (ma questa è un’altra storia e prometto di raccontarvela in uno dei prossimi articoli) .

Lo scenario di questo festival porta un nome molto importante, è dedicato al musicista santiagueño Jacinto Piedra.

Jacinto Piedra, insieme a Juan Saavedra e a Peteco Carabajal registrarono il disco Transimision Huahucke nel 1987 che è stato un punto di svolta nel folklore argentino e che ha definitivamente consacrato i tre artisti. Il trio si è sciolto giusto dopo quel primo e unico disco, tutto il pubblico si aspettava un ritorno ma le speranze sono svanite definitivamente quando nell’ottobre del 1990 Jacinto Piedra muore in un incidente. La sua figura era così amata dal pubblico che adesso intorno alla sua memoria aleggia un’aurea di mistica e santità..lo scenario del primo festival non poteva che essere dedicato a lui.

In quest’ultima edizione ho potuto conoscere Gregorio Cantos Gomez, suo figlio, che ha dedicato un omaggio al padre con gli altri integranti del trio e tutte le persone dell’epoca.

Dal 2001 l’organizzazione del Festival della Salamanca è demandata alla municipalità della città de La Banda, e negli ultimi anni si è sempre organizzato nel campo da calcio dello storico Club Sarmiento.

 

Durante le cinque notti del festival si susseguono musicisti di qualsiasi tipo, prevalentemente folklore, ma non mancano i grandi nomi della musica argentina in generale. Ogni sera ci sono 2-3 nomi forti tra musica e danza. I classici artisti santiagueños super conosciuti: Duo Coplanacu, Nestor Garnica, Horacio Banegas, Orellana Lucca, Peteco Carabajal, Raly Barrionuevo, Roxana Carabajal, il gruppo danza di Juan Saavedra, Cuti y Roberto.. Ma si dà anche molto spazio alle realtà giovani e meno conosciute a livello nazionale ma che piacciono tantissimo, come La Brasita de mi Chala, Riendas Libres, La Pesada Santiagueña, e soprattutto El Vislumbre del Esteko, che con la sua chacarera e guaracha con onda rock sta facendo impazzire i giovani. Tra i nomi di artisti “riempistadio” ci sono stati Ulises Bueno e Luciano Pereyra, cantanti che già si sono scostati dal folklore, Ulises è il re del quarteto (la tipica musica cordobese), Luciano Pereyra invece ha uno stile più melodico.

Un evento straordinario in questa edizione è stata anche la nuova riunione de La Juntada, ovvero tre musicisti tra i più rappresentativi di Santiago del Estero, Peteco Carabajal, il Duo Coplanacu e Raly Barrionuevo, sono tornati a riunirsi dopo 14 anni dal primo spettacolo che è rimasto nella memoria non solo dei santiagueños ma di tutti gli argentini.

Molte notti il festival registra il tutto esaurito, ovvero 30.000 persone stipate nel campo (astenersi claustrofobici) oltre a quelle che restano fuori senza biglietto. C’è da dire questo infatti, il Club Sarmiento è centrale alla città de La Banda, la musica arriva a decine di cuadre abitate ma nessuno pensa di lamentarsi, anzi sono tutti ben felici di poter ascoltare i concerti comodamente seduti davanti alla porta di casa.

Ho avuto la possibilità di vivere due anni consecutivi il Festival de La Salamanca, il primo da pubblico e il secondo con un pass da giornalista. Quello che ho visto, partendo dal campo tra la gente, fino all’organizzazione nel back stage, è un grande senso di appartenenza ed un grande sentimento di orgoglio nel sentire, organizzare, e “proteggere” il festival come una creatura propria. Quel primo proposito di un “festival di tutti e per tutti” è rimasto e l’ho colto nella gentilezza e disponibilità del team organizzatore; nel pubblico che è stato uno dei più eterogenei che io abbia visto, fino a tutte le persone dei koski a cui non è mai mancato il sorriso e una battuta al mio spagnolo-italiano.

Se dovessi descrivere con una frase questo festival direi che è l’esaltazione dell’ “idiosincracia santiagueña” ovvero dove si vede il popolo santiagueño in tutti i suoi lati distintivi: l’accoglienza, l’allegria, il talento, il saper vivere e godere in comunità, la felicità dello stare insieme. Il video seguente è un mio omaggio a questo meraviglioso popolo.

 

INFORMAZIONI UTILI

Il Festival de La Salamanca si svolge il primo fine settimana di febbraio, a partire dal giovedi sera. I biglietti si possono comprare presso l’ufficio della municipalità, seguire questo link, oppure presso la discheria Pago Donde Nacì, in av, Independencia a Santiago capitale. Per chi vuole entrare tutte le sere c’è sempre uno sconto comprando le 5 entrate anticipate. Sconsiglio di andare comprare i posti nella platea (o di comprarli solo se si teme la grande folla), si tratta di un gruppo di sedie che si collocano giusto davanti il palco scenico, però ci si trova a dover stare seduti perdendosi la possibilità di “vivere” il campo. Anche se non si sa ballare troverete sicuramente qualcuno che vi insegna a seguire qualche passo, non temete!

Alloggio.

Se siete lì solo per il festival vi consiglio di prenotare con largo anticipo l’hotel Maria’s a La Banda, è un hotel nuovo con piscina in cui soggiornano tutti gli artisti e molto vicino al Club Sarmiento. Se la vostra intenzione tuttavia è di vivere un po’ il luogo vi consiglio di soggiornare a Santiago capitale in uno degli hotel vicino alla plaza Libertad, un taxi fino a La Banda, ad oggi costa circa 120-150 pesos; vi fa scendere a pochi passi dal Club Sarmiento e all’uscita ne troverete altri allo stesso posto. Non incamminatevi fuori dal “cordone di sicurezza” creato appositamente intorno all’entrata.

Il week end del Festival, dalle 15:00 fino alle 20:00 si svolge la “Siesta Salamanquera” nel patio de la abuela Carabajal, ovvero nel famoso patio si susseguono musicisti, si può mangiare, ballare nel famosissimo patio di terra, è una bellissima situazione. Qualsiasi tassista conosce il patio de la abuela Carabajal e vi ci si saprà portare. Dal patio è decisamente sconsigliato incamminarsi da soli per strada, soprattutto se si è “visibilmente stranieri”, tenete con voi il numero di un taxi e chiamatelo quando volete rientrare.

Vi consiglio di comprare giornalmente una copia de La Banda Diario o de El Liberal per stare sempre informati sulla fervida attività di quei giorni.

ALTRI VIDEO

La Juntada en el Festival de La Salamanca

 

Los Tekis – prima notte del Festival de La Salamanca

El Vislumbre del Esteko – Chacarera e Guaracha

Omaggio a Jacinto Piedra, Juan Saavedra, Peteco Carabajal, Gregorio Cantos Gomez

 

 

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