Bentornata al Festival Nacional de Cosquin!

Quest’anno sono arrivata a Cosquin il giorno prima che inizi il Festival Nacional de Folklore.

Nonostante da oltre due settimane si stesse facendo il PreCosquin, l’atmosfera di preparativi che c’era nell’aria era particolarmente frizzante.

Sono arrivata prima perchè ieri iniziava un seminario intensivo di folklore argentino con il ballerino e professore Eduardo Peque Coria. Il luogo che già conoscevo molto bene, è il Club Tiro Federal, dove ogni anno si fa la peña “La Fiesta del Violinero” organizzata da Nestor Garnica, infatti trovo proprio lui all’entrata che mi riconosce: “La tana llegò otra vez!” Indimenticabile la mia intervista con lui, e chi l’ha persa la può trovare a questo link.

La prima lezione è stata davvero interessante, si tratta di lezioni in cui si riprendono concetti basici del folklore argentino, come il passo e la ritmica, ma rivolto a ballerini già esperti.
Sono state due ore solo a ritmo di bombo leguero e da lì, passo basico con alcune variazioni e infiniti approfondimenti di ritmica, con tempi e contrattempi molto sfidanti, a questo si aggiungeva una temperatura di quasi 30°C.
Quello che mi ha sorpreso e nello stesso tempo mi ha emozionato è stato il ritorno ai concetti semplici del folklore argentino.
In epoca di grandi performance, dove quasi si esaspera il folklore “de proyeccion” e i ballerini a volte competono a chi fa la variazione più originale o la terza piroetta consecutiva, si sacrifica quella che è l’anima del folklore, ovvero la sua origine tribale e la magia e allegria dell’incontro e connessione con chi balla con me.
La vera sfida oggi è conservare le radici, ritornare alla bellezza del ballo semplice, e non dimenticarlo in nessun passo.

“No nos olvidamos que lo lindo de esta danza es el ritmo tribal y la magia del encuentro entre nosotros”. Eduardo Peque Coria

Fin dal primo passo ho capito di quanto avevo bisogno di ritrovarmi qui, al primo repique di bombo avevo già dimenticato tutti i nervosi che mi venivano negli ultimi mesi in Italia vedendo i “maestri dell’ultimo minuto”.
Non c’era più nulla in quel salone, solo io, il mio respiro, il gruppo, e un benedetto bagno di sudore che mi ha fatto eliminare tutte le tossine.
Adesso sì posso dirlo: “Bentornata Pavin!”
Segui il “viaggio nel folklore” nelle reti social:

 

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