L’arte di “Caer”

C’è un’attività alquanto curiosa che hanno sviluppato i santiagueños, dalle mie osservazioni direi che si tratta di una vera e propria arte, ovvero l’arte di “caer” in casa di qualcuno. Non ho trovato una vera traduzione a questo verbo, potrebbe essere “capitare in casa di qualcuno” ma nella nostra cultura forse dovrei tradurre con “autoinvitarsi”! E’ una cosa comune infatti presentarsi a casa di qualcuno per l’ora di pranzo o cena e decidere di fermarsi chiedendo ingenuamente: “…Ehh… cosa ci sarebbe per pranzo?”

Lo fanno comunemente con parenti e amici, …e fin qui la cosa potrebbe anche essere compresa e normale, a quante di noi non è capitato di passare da un’amica e chiederle di mettere su una pasta perché avevamo voglia di parlare, o meglio ancora di passare a casa della mamma in orario sospetto con futili scuse…

Ma la cosa curiosa è che i santiagueños addirittura ti “mandano a caer” (che è ben diverso da quello che stiamo pensando tutti in questo momento 😀 ) ovvero ti mandano a casa di qualche loro amico o famigliare che tu non hai mai visto dicendoti: “presentati lì un giorno che vuoi tu per l’ora di pranzo vedrai che saranno felicissimi!”

Ed è proprio quello che mi sta succedendo in questo momento..sono giorni che un’amica insiste per “mandarmi a caer” a casa della sua famiglia, sebbene lei non ci sia e io della sua famiglia abbia visto si e no un paio di volte sua mamma..Non ho nemmeno uno straccio di numero per mandare un messaggino di whatsApp…Ora capite bene come questo letteralmente mandi a puttane i miei 36 anni di buona educazione e riservatezza insegnatami dai miei genitori! Dopo un mio: “No, te si fóra!” La sua insistenza mi sta facendo rivalutare la questione…ovvero, cara Elisa, vuoi abbracciare in pieno la cultura santiagueña?? Bene, mi sa proprio che anche tu dovrai “caer” a casa di qualcuno!! Ho pensato che cercherò comunque di preservare una parvenza di dignità non presentandomi a mani vuote ma, da buona veneta, con una bottiglia di vino. Ecco, ora esco a comprarlo…forse è meglio se prendo due bottiglie, una la apro qui a casa come aperitivo così mi sciolgo un po’!

PS Vi farò sapere il grado di vergogna che avrò provato.

Marciare a Buenos Aires, il potere della massa

Ci sono vari riti di passaggio per connettersi con la realtà…il bagno “purificatore” nel Rio Dulce a Santiago, scegliere se tifi River o Boca indipendentemente a dove ti trovi, partecipare ad una marcia se sei a Buenos Aires..

E’ il 24 marzo, Día Nacional de la Memoria por la Verdad y la Justicia, in cui si commemora l’anniversario del colpo di stato del 1976, lo ricorderò come il giorno della mia prima marcia.

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Grazie Andrés!

29 maggio 1876 – 29 maggio 2017
Da settimane passavo davanti a quella casa, si intuiva che un tempo doveva essere molto bella.. ad accompagnare la grande porta in legno, due finestre, alte, a forma di arco. I muri bianchi che ancora splendevano sotto il sole di Santiago, erano interrotti da cornici di colore rosa antico che davano un tocco di eleganza alla facciata. Al piano superiore ci doveva essere sicuramente una terrazza, lo intuivo dal parapetto puntellato di colonne bianche e un ampio rosone centrale..
Passandoci davanti coglievo sempre la tristezza della caducità delle cose, i calcinacci scrostati che facevano intravedere i mattoni rossi mi facevano pensare ad un vecchietto che cerca di rialzarsi dopo una rovinosa caduta. Una sera finalmente mi fermo, volevo cercare di leggere tutte quelle targhe che però erano collocate all’entrata, dentro alla cancellata.. riesco a decifrare, improvvisamente la coca cola mi va di traverso. Non potevo credere a quanto leggevo…“Elisa ma quando caxxx imparerai ad aprire quegli occhi per guardare ma soprattutto per vedere??!!”04032017-20170304_144227
Mi trovavo davanti alla casa di Andrés Chazarreta, musicista, ricordato soprattutto perché è stato colui che dopo aver investigato per anni sulla musica popolare argentina, insieme al Conjunto de Arte Nativo, l’ha portata a far conoscere a tutto il Paese. La rappresentazione al teatro Politeama di Buenos Aires è stata storica, doveva fare solo 3 funzioni, ma il pubblico, che al tempo era avezzo ad ascoltare jazz e fox-trot, è andato letteralmente in visibilio davanti a chacarera, gato, escondido, zamba,…e alla fine le funzioni furono ben 90!
Caro Andrés, oggi, 29 maggio, è il tuo compleanno, grazie al tuo lavoro la musica popolare è diventata di dominio di tutto il paese che la riconosce come sua identità,
oggi grazie a te ed in memoria a te, in Argentina si festeggia il 
Dìa del Folclorista”!

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Andrés Chazzareta con sua figlia Anita. Foto credit: andreschazarreta.blogspot.it

El patio del indio Froilán, un luogo che fa bene all’anima

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“Vas en Santiago?? Tienes que ir al patio de Froilan, si o sì!”

Quante volte mi sono sentita dire questa frase quando qualcuno, praticamente tutti perché gli argentini quando capiscono che sei italiana ti trattano come una figlia, mi chiedeva il mio itinerario..

Nella mia raccolta di informazioni prima di partire avevo percepito la potenza di questo posto, guardavo video e video su YouTube che mi facevano venire la pelle d’oca, e ammetto che l’idea di raggiungere il patio una domenica da sola un po’ mi intimoriva, per fortuna non è andata così!

Sulle sponde del Rio Dulce il sole mi coccolava con i suoi raggi già autunnali e improvvisamente la mia “guida” mi dice: “Vamos da Froilán!” e così con mia totale incoscienza viaggiamo quei pochi chilometri fuori città per raggiungere il posto. Continua a leggere “El patio del indio Froilán, un luogo che fa bene all’anima”

Cantare messa..con una chacarera!

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Inglesia Nuestra Senora del Carmen, Tafi del Valle

 

Danze, musiche, rituali, tradizioni,… spesso sono il risultato di una mescolanza tra fede religiosa e credenze popolari. Ho scattato la foto sopra a Tafi del Valle, nella Iglesia de Nuestra Señora del Carmen e ne è il chiaro esempio.

A ruota e in concomitanza alla colonizzazione infatti, ci sono state le missioni di evangelizzazione di ciò che rimaneva di alcuni popoli nativi. Non aggiungerò altro su questo argomento che merita senz’altro approfondimento, ma mi allaccio ad esso perché nella storia della musica folklorica argentina c’è un’opera molto importante, anche questa a dimostrazione della mescolanza tra la “giovane” fede cattolica e le ancestrali credenza popolari, si tratta di “Misa Criolla”. Continua a leggere “Cantare messa..con una chacarera!”

Più Carnevale per tutti!

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Se andate in Argentina per il carnevale potrebbe essere un’esperienza trascendentale, vi capiterà di vedere diavoli colorati e ornati di specchi, di essere imbrattati di schiuma, farina, magari anche di vernice, di vedere persone con foglie di basilico tra i capelli o intente a “benedire” la macchina con la birra! Tutto questo e molto altro è il Carnevale!

Nel mese di gennaio-febbraio i popoli del nord dell’Argentina fanno il “desentierro del Carnaval”, ovvero il diavolo Zupay, rappresentato da una bambolina, viene letteralmente tolto dalla terra in cui era stato messo l’anno prima. Zupay diventa un diavolo monello, scherzoso, portato in giro a ballare per quindici giorni da persone, raggruppate in “Comparsas” anch’esse vestite da diavoli. Egli simboleggia il sole che ha l’incarico di fecondare la terra, la Pachamama, il carnevale infatti coincide anche con la fine dell’estate e la stagione delle piogge, grazie alle quali sarà possibile un abbondante raccolto. Continua a leggere “Più Carnevale per tutti!”

Upianita, una piccola perla sul Camino Real

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Ieri sera sono stata a Upianita, una piccola località a circa una trentina di km fuori Santiago, sulla via del Camino Real. Il Camino Real è stato per secoli l’unica via che collegava Buenos Aires direttamente a Potosì (Bolivia), poi con la costruzione della Ruta Nacional 9 questa via è stata abbandonata, lasciando cadere in letargo permanente tutti i villaggi adiacenti, che solo negli ultimi anni stanno cercando di “risvegliarsi”. Continua a leggere “Upianita, una piccola perla sul Camino Real”

Il Festival di Cosquin

Nove giorni e nove notti di puro folklore

 

cosquinfolcloreDopo aver ottenuto l’accreditamento ufficiale come blogger dalla commissione del festival direi che è doveroso raccontare un po’ cos’è effettivamente questo festival..

Nove giorni e nove notti di puro folklore, chiamate anche “Las nueve lunas coscoinas“, in questi giorni la città si trasforma, e vive pervasa  dallo spirito folklorico. Il festival infatti non è solo l’evento di musica ufficiale che si tiene nell’anfiteatro, ma un’esperienza folklorica totale che si vive nella strada e nelle peñas di tutto il paese, dove musicisti, ballerini, poeti, artisti, si esibiscono liberamente tutta la notte, con la speranza di poter arrivare un giorno sul palcoscenico ufficiale. Continua a leggere “Il Festival di Cosquin”

30 novembre Dìa nacional del Mate

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Sx: foto di Maria Beltramini – Dx: Serviliano Maidana, banqueano del general Lavalle. Saladillo, 1878.

 

E’ un aspetto dell’Argentina che mi fa impazzire… c’è un “Dìa Nacional” per ogni cosa!

Oggi ad esempio si celebra il “Dìa Nacional del Mate”, una giornata istituita solo un anno fa, quando senato e camera dei deputati approvarono questo progetto di legge.

Il consumo della yerba mate non solo ha origini storiche ancestrali, ma riveste tutt’ora una grande importanza nelle abitudini quotidiane degli argentini.

“…a fin de promover el reconocimiento permanente de nuestras costumbres”.

Recita una parte dell’articolo 1 della legge che istituisce questa giornata, questo la dice lunga su quanto gli argentini siano legati e proteggano con decisione le loro tradizioni! Continua a leggere “30 novembre Dìa nacional del Mate”

In una mano la valigia di cartone, sotto al braccio la bottiglia di Fernet!

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No Fernandito – No Party !! Ecchissenefrega di Clooney, la dotazione completa per una festa in famiglia o con amici è molto chiara: 1 chitarra, 1 bottiglia di Fernet, 1 bottiglia di Coca-Cola, ghiaccio.

Il Fernet entra da migrante in Argentina, popola la città di Cordoba dove una sera un barista, “El negro Becerra”, preso a corto di soda lo allunga con la Coca Cola. Nasce il “trago” più amato dagli argentini. Continua a leggere “In una mano la valigia di cartone, sotto al braccio la bottiglia di Fernet!”