Fiesta de la abuela Carabajal, consigli pratici

Ferie solo a Ferragosto ma voglia di vacanza insolita? Magari immersa in un popolo dalla cultura millenaria, ma con la voglia di fare festa e ballare senza dover scalare chissà quale vulcano sudamericano o mangiare radici per una settimana? Fate un giro in Argentina e fate in modo di trovarvi a Santiago del Estero proprio a cavallo del secondo week end di agosto..festa assicurata, vacanza culturale salvata!

In questa settimana a La Banda, la città vicina a Santiago del Estero, si festeggia la fiesta de la abuela Carabajal. Per avere info sulla portata culturale dell’evento vi riporto qualche link: 1,  2, 3 e 4  ; qui vi dico solo che sarà una settimana a puro folklore santiagueño, a stretto contatto con un popolo che ha l’ospitalità nel sangue ed il cuore che batte al ritmo del bombo leguero.

Le informazioni tecniche sono queste:

  • Volo intercontinentale..sapete com’è agosto, prendetevi con tempo e riuscirete a spuntare delle tariffe di tutto rispetto.
  • Spostamento interno: ovviamente arriverete a Buenos Aires, se avete tempo gli spostamenti interni sebbene lunghi possono essere fatti comodamente in autobus, i “micro de larga distancia”, così vengono chiamati, partono dalla stazione di Retiro, lì potrete anche prenotare il vostro biglietto. Si tratta di pullman super confortevoli, io ho spesso viaggiato di notte per risparmiare il costo di una stanza, durata media del viaggio Buenos Aires- Santiago del Estero 12-13 ore, prenotate il servizio “cama” o “cama suite”, le migliori compagnie con cui viaggiare sono: Flechabus, Andesmar, Urquiza Dorado, Chevallier. Il biglietto deve essere comprato con qualche giorno di anticipo altrimenti rischierete di non trovare posto. Per chi non vuole aspettare e si può permettere dalle 100 alle 200€ in più dall’Aeroparque Newbery AerolineasArgentinas vola due volte al giorno a Santiago.
  • Alloggio: consiglio di alloggiare nella città di Santiago, ovvero dall’altra parte del fiume rispetto alla cittadina in cui ci sarà la festa, il motivo è principalmente “turistico” e di sicurezza, Santiago è molto carina, è bello passeggiare per il centro, in piazza Libertad ci sono sempre delle belle iniziative, spesso lezioni di folklore gratuite, lì c’è anche il CCB (Centro Cultural Bicentenario), il mercado Armonia, e nella vicina Avenida Roca vari ristorantini alla moda che piacciono molto a noi europei. In centro ci sono l’hotel Carlos V, Plaza3Apart, ma anche dei carini appartamenti in affitto su Airbnb a prezzi molto modici.
  • La festa: nel barrio de Los Lagos a La Banda la festa inizia già dal giovedì, nel patio de la abuela. Chiedete ad un taxi di portarvi nella “casa de la abuela Carabajal” non serviranno altri indirizzi. Li dal pomeriggio fino a notte inoltrata si susseguiranno i musicisti, c’è la possibilità di mangiare. Visitate il museo dedicato alla famiglia, una piccola stanzetta ma vedrete tutti i musicisti della famiglia che hanno fatto la storia del folklore. Ovviamente la festa non si ferma li ma ci sono un sacco di eventi collaterali e peñas, non mancate di andare una sera nella Peña “La Chacarera” ovvero la casa di Carlos Carabajal, durante i giorni della festa ogni sera uno dei suoi figli organizza la serata, fate in modo di essere li per le 23 altrimenti correte il rischio di restare fuori perché tutto pieno. Per essere aggiornati su tutti gli eventi in quei giorni comprate il quotidiano “El Liberal” e tenete sempre d’occhio l’agenda cultural nel sito www.pagodondenaci.blogspot.com.ar
  • La domenica pomeriggio: la domenica pomeriggio è il tripudio finale, nel pomeriggio tutta la famiglia Carabajal sale sul palco a cantare il suo repertorio, se non avete paura a stare in mezzo alla folla appostatevi presto sotto al palco, prometto che ne vale la pena! Subito dopo prendete un taxy e fatevi portare al Patio del Indio Froilan per terminare in bellezza tra la terra santiagueña questo evento unico nel suo genere.
  • Consigli sulla sicurezza: i santiagueños sono uno dei popoli più ospitali che io abbia mai conosciuto, questa festa però muove gente da tutto il paese, quindi nel mucchio ovviamente si trova di tutto. Consiglio di lasciare in albergo abbigliamento all’ultima moda e qualsiasi oggetto di valore, siate leggeri, portate i soldi giusti anche per fare qualche compera ma senza esagerare. Non camminate al di fuori delle strade adibite alla festa, si tratta comunque di una zona..diciamo particolare, quando decidete di rientrare assicuratevi di avere il numero di un taxi da chiamare oppure prendetene uno sulla strada principale.
  • Scarpe: il folklore, la chacarera è una danza che si balla sulla terra, il patio santiagueño è di terra, il patio di Froilan è di terra, considerate che al vostro rientro le vostre scarpe saranno del colore della terra, se poi vi troverete terra anche tra i denti e le narici significa che vi sarete divertiti alla grande!
Se volete aiuto personalizzato per la preparazione del vostro viaggio scrivetemi qui o qui!

Il ritorno dal maestro

Re-encuentro

Ero molto nervosa quando ho preso il taxy che mi avrebbe portato in quel quartiere a sud di Santiago..sì è vero c’ero già stata tante volte, per un mese avevo frequentato quel patio quasi tutte le sere, ma ora non sò era diverso, io ero diversa.

Se prima c’era curiosità, avventura, troppa fretta e voglia di saggezza in tempi brevi, tutto questo ora aveva lasciato spazio più ad un senso di consapevolezza, una sorta di accettazione nel rispondere ad una forza che chiamava prepotentemente. Non lo so ancora lo scopo di questa forza, dove mi potrebbe portare e soprattutto SE mi porterà da qualche parte, però ero lì, ero tornata, di nuovo in quel rituale del viaggio in taxy attraverso le umili case santiagueñas..

Avevo potuto già ricevere un suo messaggio vocale registrato dal figlio, lo so che mi aspettavano, sua moglie mi aveva invitata con un messaggio denso di emoticons per il mate cocido il giorno stesso del mio arrivo a Santiago, frastornata com’ero dalla caotica Buenos Aires. Ma io continuavo ad essere nervosa, nonostante già percepissi la loro vicinanza ancora quando stavo in Italia.

20170809_161508-2

Il taxy si ferma giusto davanti a quella casetta rossa in angolo, le solite iniziali sul cancello “J S”. Non faccio in tempo a respirare che già lo scorgo infondo al patio, nel suo maglione di lana operata, barba bianca e pelle scura a contrasto, incorniciano quegli occhi magnetici che si stagliano dal bordo del berretto..

“Ay Elisaaaaa…Bienvenida!!” Sono felice di risentire quella voce, ma soprattutto di oltrepassare quel cancello circondata dai cani che mi fanno festa e mi accompagnano, l’aria nel patio sembra frizzante, allegra, giocosa, quasi elettrica! Vedo Nazareno seduto infondo ma lascia spazio al nostro incontro, un forte e lungo abbraccio, un abbraccio nuovo ma conosciuto nello stesso tempo, ma soprattutto una comunicazione flashiante delle nostre energie.

Mette la mano al petto e sulla schiena “Cuantas emociones..” Non è servito dire altro…anzi forse la cosa più sensata di quel momento è stata detta: “Vieni a sederti Elisa, il mate cocido è pronto”.

20170808_161005-2

El patio del indio Froilán, un luogo che fa bene all’anima

20170212_204649-11

“Vas en Santiago?? Tienes que ir al patio de Froilan, si o sì!”

Quante volte mi sono sentita dire questa frase quando qualcuno, praticamente tutti perché gli argentini quando capiscono che sei italiana ti trattano come una figlia, mi chiedeva il mio itinerario..

Nella mia raccolta di informazioni prima di partire avevo percepito la potenza di questo posto, guardavo video e video su YouTube che mi facevano venire la pelle d’oca, e ammetto che l’idea di raggiungere il patio una domenica da sola un po’ mi intimoriva, per fortuna non è andata così!

Sulle sponde del Rio Dulce il sole mi coccolava con i suoi raggi già autunnali e improvvisamente la mia “guida” mi dice: “Vamos da Froilán!” e così con mia totale incoscienza viaggiamo quei pochi chilometri fuori città per raggiungere il posto. Continua a leggere “El patio del indio Froilán, un luogo che fa bene all’anima”

Upianita, una piccola perla sul Camino Real

20170211_224546

Ieri sera sono stata a Upianita, una piccola località a circa una trentina di km fuori Santiago, sulla via del Camino Real. Il Camino Real è stato per secoli l’unica via che collegava Buenos Aires direttamente a Potosì (Bolivia), poi con la costruzione della Ruta Nacional 9 questa via è stata abbandonata, lasciando cadere in letargo permanente tutti i villaggi adiacenti, che solo negli ultimi anni stanno cercando di “risvegliarsi”. Continua a leggere “Upianita, una piccola perla sul Camino Real”