Quando ho ballato chacarera sul palco del Festival de La Salamanca

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“Allí donde soy feliz!” Come dice una famosa zamba argentina: “Lì dove sono felice!”

 

Ho ballato chacarera sul palco del Festival de La Salamanca, con la rappresentazione del Patio del Indio Froilan!

 

Nei miei viaggi ho imparato ad amare gli imprevisti e i cambi di programma perchè mi hanno sempre portato delle belle situazioni! Ricordate quando vi ho raccontato quella surreale avventura in cui mi ero trovata con l’acqua alta “stile Venezia” proprio a Santiago del Estero dove non piove mai? Qui vi rinfresco la memoria 😉 Bhè si da il caso che quell’evento abbia fatto spostare di un mese il Festival de La Salamanca e lo abbia fatto coincidere proprio nei giorni in cui io sarei rientrata in città da Salta.

Mi ricordo ancora quel pomeriggio, ero andata a trovare Tere Castronuovo al patio del Indio Froilan e dopo una siesta ci sediamo a prendere il mate. Vedo arrivare delle persone, tra cui Claudia Torres, un’amica ballerina e insegnate.

Ero lì che guardavo quando Claudia mi dice: “Vos bailas una chacarera?”

Ed io: “Yo??”

E lei: “No no, no es una pregunta! Vos Eli vas a bailar chacarera en el escenario!”

Un giorno fuori dal tempo, non potrei chiamarlo diversamente, e credo che lo era davvero.
Credo fosse il 29 febbraio 2020, uno di quei giorni rari e preziosi che solo si possono ricordare ogni 4 anni. In Italia cresceva l’emergenza, si parlava di zone rosse ma lì eravamo ancora felici, lì ballavamo chacarera!
Riguardo questo video e ancora mi sento vibrare dall’emozione, ancora sento quella musica e quelle voci poderose dei cantanti che pulsavano dentro di me, proprio lì nel cuore, dove quando il movimento prende forma e si chiama danza.

Era la serata di chiusura del Festival de la Salamanca e nello show dedicato al Patio del Indio Froilan, Tere Castronuovo e Claudia Torres mi vollero con loro sul palco.

“Alguien tiene que representar a todos lo extrangeros que pasan por el patio a bailarse una chacarera queno?” (Qualcuno dovrà pur rappresentare tutti gli stranieri che passano per il Patio a ballare chacarera, no?)

Da quando si è aperto lo scenario e il gruppo di cantores intonavano “Santiagueño soy señor,..” ho sentito il primo nodo in gola, era come se improvvisamente tutti gli anni e le forze dedicate a questo progetto di diffusione del folklore argentino si fossero concentrati in quell’istante e con la loro forza mi stessero spingendo a dare il passo, a salire quelle scale a muovere le braccia, come se mi dicessero: “Elisa tranquilla, ci pensiamo noi!”

E da lì tutto è fluito, come “una màs” a ballare chacarera tra i santiagueños  circondata dai sorrisi e dagli sguardi dei miei compagni.

20 minuti in cui quella stessa musica non solo era intorno a me, ma vibrava dentro di me, mi avvolgeva e “mi ballava”.

Chi è curioso di vedermi ballare la famosa chacarera “Igual que pajaro herido” può andare direttamente al minuto 9:30; ma io vi consiglio di prenderveli questi 20 minuti! Di mettervi comodi e magari di versarvi un bicchiere di vino rosso e alzare il volume!
In questi 20 minuti c’è tutta l’energia del patio, ci sono tutte le persone senza delle quali il patio non sarebbe quello che è, c’è l’amore, la pazzia, la felicità, il ritmo, in altre parole: l’essenza! In quei 20 minuti anche io sono stata Patio!

Scesa dal palco credo che improvvisamente io mi sia resa conto che tutto ha avuto e continua ad avere senso, e quel senso era intorno a me, ne avevo la prova visibile!

Tutte le difficoltà, le paure, i momenti di solitudine, le incomprensioni e pure le derisioni di questi anni sono diventate così piccole e così insignificanti che già non esistono più, portate via da lacrime di pura gioia ed emozione.

A questo link speciale trovate l’intero intervento della delegazione ma con inizio dal minuto in cui entro in scena io 😉

Grazie Marcelo Cecchetto per immortalare questo momento!

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9 Febbraio , 2019
Magazine santiagueño

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