Peteco Carabajal con Riendas Libres in Italia

Il vero folklore argentino torna a Bassano del Grappa

>> sigue español >>

Qui in Italia quando si parla di folklore argentino si pensa subito ai balli, alla chacarera, alla zamba,..ma prima di tutto il folklore argentino si riferisce ai suoi ritmi ancestrali, ai colori delle sue melodie, ai testi che raccontano una cultura e la sua gente.

Sono davvero emozionata di poter ricevere a Bassano del Grappa il più illustre referente in vita della musica popolare argentina, il grande musicista e amico Peteco Carabajal.

Peteco si presenta con il suo trìo, Riendas Libres, integrato da Homero Carpena Carabajal (chitarra) e Martina Ulrich (bombo leguero e percussioni).

 

Il 7-8-9 settembre 2018 a Bassano del Grappa (Vicenza) ci saranno tre giorni di intense attività tutt’ora in fase di organizzazione ma che vi posso già anticipare:

  • Incontri individuali o lezioni di gruppo con musicisti
  • Lezione di musicalità nella chacarera
  • Conferenza-in-musica ovvero un viaggio nelle sonorità d’Argentina che troppo spesso riduciamo solo al tango
  • Milonga
  • Concerto-peña finale con ospiti invitati e soprattutto un’area per ballare.

 

Per il momento non vi posso dire molto altro, tutto si sta organizzando (locations, orari,..) ed i prezzi saranno davvero molto popolari. Sarà un’occasione davvero unica per toccare con mano l’anima musicale e la profonda cultura della ricca terra d’Argentina. Controllate già le modalità per arrivare, la bellissima città di Bassano del Grappa vi sta aspettando, e…sconti per i gruppi numerosi 😉

Aeroporti vicini: Venezia, Treviso, Verona

ATTENZIONE 👉 Questo articolo sarà in continuo aggiornamento con tutte le nuove informazioni.

Non sai chi è Peteco Carabajal? Guarda qui: Peteco biografia 

Video dell’apertura del Festival Nacional de Cosquin 2018, Riendas Libres:

 

Version en español

Aquí en Italia, cuando se habla de folklore argentino siempre vamos pensando a zamba y chacarera…bueno, pero antes de todo, el folklore argentino son ritmos ancestrales, los colores de sus melodias, las letras que nos relatan sobre una cultura y su gente.

Estoy muy emocionada de poder recibir en Bassano del Grappa el major referente en vida de la musica popular argentina, el gran músico y amigo Peteco Carabajal.

Peteco se presenta en su trío, Riendas Libres,  con Homero Carpena Carabajal (guitarra) y Martina Ulrich (bombo y percusion).

 

El 7-8-9- septiembre 2018 en Bassano del Grappa (Vicenza) habràs tres dias de intensas actividades que todavía se estan armando pero ya puedo anticipar algo:

  • Encuentros y clases individuales o grupales con musicos
  • Clase de musicalidad en la chacarera
  • Conferencia-en-musica o sea un viaje en las sonoridades de Argentina que a veces pensamos que solo sea el tango.
  • Milonga
  • Concierto-peña final con musicos invitados en lugar bailable obviamente 😉

 

Por ahora solo puedo decir esto, todo se va armando, orarios, lugares..  los precios seran muy populares. Vas a ser una ocasión unica, esta es la unica fecha europea. Averiguen por los transportes, la linda ciudad de Bassano del Grappa, en provincia de Vicenza los estan esperando, y habras descuentos para grupos 😉

Aeropuertos cerca: Venecia, Treviso, Verona

ATENCION 👉 Esta nota continuara a ser actualizada con todas las nuevas informaciones.

 

Photo courtesy: Pablo Caputo

 

1′ Festivalito di Folklore Argentino a Bassano del Grappa

Eccomi, sono pronta! Dopo due “eventi-prova” possiamo parlare del 1′ Festivalito di Folklore Argentino a Bassano del Grappa!
Adentroo!!“, come potrete intuire, è un progetto itinerante che coinvolge vari ambiti, ma se dovessimo esprimerlo in due parole sarebbero queste due: “Creare connessioni“.

Connessioni tra mondi, tra culture, tra persone, tra artisti…perchè tutto questo? Semplicemente perchè viaggiando ho capito una cosa: la diversità è una ricchezza a portata di tutti e lo scambio di culture ci rende tutti più ricchi, più sensibili e più in pace con il mondo e chi lo abita.

Forse sono una sognatrice, può essere! Ma il Festivalito di Folklore Argentino che arriva a Bassano il 2-3 giugno…quello no, quello è tutto vero!

Inizio a riportare qui sotto programma e informazioni, tutto è “work in progress” quindi consultate questa pagina varie volte, presto aggiungerò informazioni relative a prezzi, pacchetti con sconto, nomi, etc… e ovviamente tutti i link agli eventi di Facebook.

Ci tengo a specificare che il Folklore Argentino è per tutti. Tutti possono iniziare a ballarlo, tutti possono venire a curiosare durante le serate, non servono abiti speciali, nessuna scarpa col tacco,…Serve solo la voglia di mettersi in gioco e condividere..il folklore fa bene all’anima!

Prima di partire con le info tecniche serve una menzione speciale a Francesca Vettori e Leonardo Brunelli, che con la loro scuola “Tangohol” dall’inizio si sono mostrati sensibili, aperti, enstusiasti e un pò pazzi come la sottoscritta, decidendo di ospitare per primi il progetto “Adentroo!!“. GRAZIE RAGAZZI!

ADENTROO!! 1′ FESTIVALITO DI FOLKLORE ARGENTINO A BASSANO DEL GRAPPA

WORKSHOP – MILONGA – CHARLA – FIESTA -GUITARREADA

 

::: WORKSHOP :::

a cura della maestra e ballerina Cynthia Fattori
– Importante, leggere la nota alla fine del programma –
1️⃣ SABATO 15:00 – 17:30 (durata 2,5 ore)
CHACARERA – ritmica, tecnica, energia, contesto culturale.
Introduzione alla chacarera, classe aperta a tutti. Per chi inizia da zero, per chi conosce la coreografia ma non tutto il resto.
In questa lezione si inizierà dalla ritmica; la chacarera è un ritmo complesso che deve essere interiorizzato per essere passato nelle gambe. Si lavorerà molto nel passo base, nel tempo, zapateo e zarandeo base. La chacarera è un ritmo ancestrale, usata ancora oggi in alcune occasioni come “rituale“, coinvolge diverse energie a seconda che si balli in coppia o in ronda, si affronterà dunque anche questo tema, per poter gestire l’energia che si sprigiona ballando. Nella lezione è compresa anche una parte teorica o meglio di “chiaccherata” che ci permetterà di comprendere la profondità e il significato di questa danza che prima di tutto è cultura e quotidianità della gente. Ballare comprendendo la storia e rispettandola ci aiuterà a viverla e ballarla con un nuovo punto di vista, godendo a pieno di questo momento di condivisione e di connessione.
️2️⃣ DOMENICA 11:00 – 13:00 (durata 2 ore)
CHACARERA (6/8) – GATOESCONDIDO
Si continuerà con la chacarera per interiorizzare il ritmo, la coreografia, la gestualità e soprattutto la connessione con il nostro partner o con il gruppo se in ronda. Si cercherà di imparare come capire quando una chacarera è di 6 oppure di 8 compases. A seconda dei progressi del gruppo si potranno introdurre nuovi elementi nella chacarera oppure altre danze come il gato e l’escondido.
3️⃣️️ DOMENICA 14:00 – 16:30 (durata 2,5 ore)
ZAMBA
L’ultimo appuntamento di questo percorso emozionale-storico-tecnico nel folklore argentino ci porta dritti alla zamba, forti delle emozioni delle prime due lezioni il nostro corpo probabilmente sarà ben predisposto per esplorare l’universo emozionale che racchiude dentro di sé la zamba argentina.
NOTA
L’intero workshop è concepito come un percorso unico. Oltre ad imparare nozioni tecniche, si affronterà anche e soprattutto la parte energetica-emozionale che caratterizza il folklore argentino, per questo le lezioni sono propedeutiche ovvero le opzioni di partecipazione sono le seguenti:
– Intero workshop (lezione 1+2+3)
– Due lezioni (lezione 1+2)
– Una lezione (lezione 1)
L’accesso a partire dalla lezione 2 è possibile a coloro che hanno già partecipato ad uno dei seminari di Cynthia Fattori.
Si consiglia tuttavia la partecipazione completa alle tre lezioni, in quanto il percorso energetico ed emozionale incontra naturalmente un inizio ed una fine.

Chi è Cynthia Fattori?

Dice Cynthia:
“Ballare per me è una autentica dimostrazione dei miei sentimenti, una disciplina di vita, un’espressione di libertà, amore per le mie radici, il mio paese, i miei valori. Per questo i miei seminari si chiamano ‘Bailar y Vivir‘”.
Cynthia inizia a ballare folklore all’età di sei anni.
Ha integrato il Ballet Brandsen come ballerina professionale ma non ha mai lasciato le sue radici santiagueñe; per questo tutte le estati viaggiava a Santiago del Estero per formarsi con il grande ballerino Carlos Saavedra.
Le sue lezioni iniziano dalla tecnica per raggiugnere libertà di movimento ed emozionale, soprattutto nella sensazione e nell’interpretazione, affinché si valorizzi il ballo personale di ognuno.
Specialmente nel folklore, Cynthia ha ricevuto la formazione “accademica” del Ballet Brandsen, uno dei balletti più riconosciuti d’Argentina che tutti gli anni era incaricato dell’apertura de Festival di Cosquin; e parallelamente la formazione “di radice santiagueña” nel patio dei grandi ballerini Carlos Saavedra e Adela Vignais.
Ha integrato la compagnia di ballo di Juan Saavedra (fratello di Carlos), considerato tutt’oggi il maggiore esponente in vita del folklore argentino non solo nella stessa Argentina ma nel mondo; Cynthia è considerata tra i principali rappresentanti del folklore santiagueño.
💰 ::: COSTI E PACCHETTI ::: 💰
Lezione 1️⃣️ durata 2,5 ore >> € 35,00
Lezione 2️⃣️ durata 2 ore >> € 30,00
Lezione 3️⃣ durata 2,5 ore >> € 35,00
PACCHETTO LEZIONI
🔹 Intero workshop 1⃣+2⃣+3⃣ >> € 90,00 (con pagamento il sabato alla prima lezione)
       se lo paghi entro il 27.05 >> € 85,00
PACCHETTO WEEK END FESTIVALITO
🔹 Intero seminario + milonga sabato sera
+ charla + fiesta domenica >> € 100,00 (con pagamento il sabato alla prima lezione)
SE VIENI DA LONTANO..
Possibilità di alloggiare nella splendida struttura che ospita l’evento, a due passi dal centro di Bassano del Grappa.
🔹 Camera singola con colazione € 35,00
🔹 Camera doppia  con colazione € 60,00
⏳ ::: ISCRIZIONI ::: ⏳
📧  Messaggio Facebook a Elisa Pavin
oppure
☎  Telefono / WhatsApp 340.2811759

🔗 Link all’evento Facebook: Chacarera y Zamba, Cynthia Fattori’s Workshop

Le lezioni si faranno all’aria aperta in questo splendido giardino.

::: MILONGA :::

Sabato 2 giugno ore 22:00
TDj Agnese Franceschi da Santarcangelo di Romagna.
Show dei maestri Cynthia Fattori ed Ernesto Terri.
Sarà una milonga a tutti gli effetti, ci sarà per il 90% tango con incursioni di qualche tanda folklorica.
Costo entrata in milonga € 10,00
Prenotazioni tavolo/sedie con un messaggino a Francesca 389.6763228

::: CHARLA CULTURALE ::: 🇦🇷🇮🇹

🤗 APERTA A TUTTI 🤗
Domenica 3 giugno ore 18:00
Per chi è curioso, per chi non ha potuto partecipare al seminario, per chi ha voglia di “andare oltre”. Cynthia, Toto ed Elisa ci accompagneranno in un piccolo viaggio culturale non solo nella chacarera, ma tra la gente, nella terra dove nascono queste danze ancestrali. Racconti, aneddoti, leggende, …e sorprese musicali!
Assicuriamo 0 noia – 100% emozione 😉😍
PRESTO Link all’evento festa….

::: ASSOCIAZIONI ITALO-ARGENTINE o “AMIGAS” ::: 🇦🇷🇮🇹

Saranno presenti le associazioni che esporrano i loro progetti e prodotti
Rappresentanti dell’Associazione El Pericon di Padova
Rappresentanti dell’Associazione Catamarca di Fietta
presto i nomi delle altre..

::: SPECIALITA’ ARGENTINE ::: 🇦🇷🇮🇹

a cura del mitico Gustavo di Argentina Food
si potranno degustare le originali empanadas e per chi vuole fare l’esperienza argentina completa..il Fernet-Cola!

::: FIESTA :::

Domenica 3 giugno, dopo la charla a seguire…
Free music TotoDj: Folklore – Cumbia – Tango
Sorprese musicali direttamente da Santiago del Estero e Corrientes!!

::: LOCATION :::

Tutte le attività si svolgono presso
Villa Angaran San Giuseppe a Bassano del Grappa
Via Cà Morosini, 41
Link Google qui.
Nel frattempo vi invito a tenervi informati attraverso i social,
Il gruppo in cui racconto il mio viaggio: Adentroo!! Chacarera e dintorni
La pagina: Adentroo.com

Salta, il passaggio per il territorio andino

Salta è tra le città più visitate dell’Argentina, navigando in rete troverete di tutto su questo luogo, tuttavia confesso che non tutte le proposte mi trovano d’accordo. Non mi è mai piaciuto il turismo “mordi e fuggi” o piuttosto “scattafoto e fuggi” perciò quello che vi racconto qui è per chi ha voglia di “vivere” il luogo che visita.

Salta è una bellissima città, con ragione la chiamano anche “La Linda”, però come in tutte le città aperte al turismo, e porta per il territorio andino argentino, bisogna sapersi destreggiare.

 

La città

Salta conserva in ottimo stato un sacco di edifici coloniali, il mio consiglio è di percorrerla a piedi in lungo e in largo e con il naso all’insù, si scoprono degli scorci davvero interessanti. Setacciate le viuzze intorno alla plaza 9 de Julio e percorrete a piedi quelle dieci cuadre che dalla peatonal Florida vi portano in fondo alla calle Balcarce. Il centro è piccolino, un po’ trafficato, attenzione perché le auto non hanno pietà per i pedoni e gli autobus sfrecciano così adiacenti al marciapiedi che si rischia di essere portati via appesi al loro specchietto retrovisore.

Se vi piacciono i musei qui ne avete per tutti i gusti e inseriti in altrettanto meravigliosi contesti architettonici.

Il teleferico che porta al cerro San Bernardo è una bella occasione per vedere la città dall’alto, sulla cima a parte scattare fotografie non c’è molto altro, però se la giornata è bella e magari con la luce del tramonto, si gode di una splendida vista sulla città e le prime alture della cordigliera delle Ande.

 

Escursioni

I vari uffici turistici propongono qualsiasi tipo di escursione da Salta, come già detto un turismo mordi e fuggi fermandosi 30 minuti in ogni centro e macinando km dalla mattina presto in autobus, non rientra nei miei piani.

Da Salta vale la pena fare l’escursione che ti porta nella valle Calchaquì se proprio non avete tempo per fermarvi lì un notte, per quanto riguarda invece l’escursione alla Salinas Grande, a Humahuaca, al Tren a las Nubes vi consiglio vivamente di considerare di fermarvi un paio di notti in uno dei tranquilli paeselli della Quebrada. Da lì tutto sarà più comodo e avrete tempo di respirare con tranquillità ad ogni fermata.

Non dimenticate che Salta è situata a poco più di 1100 mt sul livello del mare, per arrivare alle saline si raggiunge quota 4100 mt, con tutti i fastidi che può avere il nostro corpo non abituato all’altezza. Masticate delle foglie di coca per ridurre “l’apunamento” come lo chiamano loro, oppure anche il the de coca aiuta (attenzione però aiuta anche ad andare in bagno!).

C’è chi in tre giorni vuole vedere trenta cose, chi invece come me che in tre giorni ne vede tre, forse anche due; se siete di questa opinione seguite il mio consiglio e passate un paio di notti nella Quebrada de Humahuaca, non ve ne pentirete!

Ovviamente a questo punto mi chiederete: “Sì, ma dove?” Ci sono tre località principali, alternate da piccoli paeselli, Purmamarca negli ultimi anni è diventata un po’ di moda, qui troverete anche i boutique hotel e una cittadina molto ordinata; Tilcara è la località giovane e un po’ trasandata ma vicina a dei siti molto interessanti da visitare a piedi, come il Pucarà e la Garganta del Diablo; Humahuaca è la più a nord, una via di mezzo tra le due, sonnolenta, accogliente, senza troppe pretese. Scegliete voi, io le ho amate tutte e tre!

Tra le varie agenzie che organizzano escursioni segnalo Turismo Responsable.

Entrando nel sito ufficiale del turismo di Salta trovate infinite opzioni anche per vivere giornate in campagna, cavalcate, rafting, a voi la scoperta e la valutazione, io non le ho provate.

Cibo e locali a Salta

Intorno alla plaza 9 de Julio si susseguono bar e ristoranti, come anche lungo la super turistica calle Balcarce tra Entre Rios e Necochea.

Io vi segnalo quelli che per me vale la pena…e modestamente anche alcune cosette che non troverete nella Lonly Planet ;-)!

In centro ho pranzato benissimo e a prezzi onesti (attenzione non tra i più economici) alla parrilla “La Charrua Caseros”, la carne buonissima, gustosa e tenera, porzione abbondante e con miniparrilla, così tutto restava ben caldo mentre io mangiavo con i mei tempi lenti. Il personale è molto cortese e offre pure il lemoncello alla fine. Vi sconsiglierei invece il ristorante “La Posada de Caseros” che è 100 metri prima, decisamente troppo costoso per il piatti che offre.

Ci sono però due posticini non così turistici e ben “rustici” come piace a me in cui vi invito ad andare.

Il primo è “El Patio de las Empanadas“, tra av. San Martin ed Esteco. E’ un posto molto “locale” tanta scelta di empanadas fritte o al forno davvero squisite servite con una salsina piccante. Se invece avete voglia di un piatto vero e proprio vi invito ad attraversare la strada, giusto all’inizio del paseo de lo Poetas (che purtroppo è tenuto molto male), ci sono vari ristorantini che non hanno nulla di turistico, sono frequentati dai locali, sono semplici e senza pretese ma l’ambiente è bello, le porzioni singole sono quasi per due persone e i prezzi sono dimezzati rispetto al centro città.

Vi voglio segnalare anche il “Cafè Del Convento” (all’angolo tra calle Juramento e calle Caseros) un bellissimo bar pasticceria per spuntini veloci, giusto davanti al convento di San Bernardo, è centrico ma fuori dalla pazza folla e le torte sono strepitose!

Se invece avete voglia di un ottimo thè percorrete 50 metri dal Cafè del Convento lungo calle Juramento, lì c’è “Benares- leyendas de tè en yerbas”; è un locale piccolissimo, arredato con molto gusto e la titolare mi ricorda Juliette Binoche nel film “Chocolat” solo che la sua passione è il the e la cucina organica naturale. Fatevi consigliare da lei il vostro thè perfetto e lasciatevi deliziare con le sue gallette e la sua marmellata di pesca, ovviamente tutto fatto in casa e di sabato, quando il locale resta chiuso.

 

Capitolo a parte: le peñas.

A Salta le peñas non sono per ballare ma per ascoltare musica dal vivo, in quelle più turistiche si vede anche lo show folklorico. In calle Balcarce ce ne sono per tutti i gusti, personalmente (ma io sono troppo purista del folklore) le ho viste tutte troppo votate al business turistico. In questa zona vi segnalo il Cafè del Tiempo, che anche tra le persone del posto è riconosciuto per chiamare bravi musicisti. Altrimenti una peña fuori da questo circuito è “La Casona del Molino“, è davvero una “casona”, perché l’ambiente è molto grande, però diviso in piccole stanzette con dei tavolini, ed in ogni stanzetta ad un certo punto arriva un musicista che canta e allieta la serata, a un certo punto, se c’è la gente giusta, si può ricostruire quasi il clima della “guitarreada entre amigos”. La cosa bella è che se si cambia stanza cambia anche il genere di musica. Fate in modo di passare una serata in questo posto!

 

Volete ballare? Cercate una carpa santeña!

Sembra che a Salta siano gli unici posti in cui si balla folklore. Si trovano fuori città, sono molto tradizionali e vi invito a fare di tutto per andarci perché ne vale davvero la pena! Purtroppo non sono sempre aperte, quella a cui sono stata io si chiama “El Rancho del Torito”. Se volte avere informazioni circa questi luoghi, l’unica possibilità è quella di chiedere ai “gauchos” che fanno lo spettacolo nelle peñas, sono quasi tutti studenti di folklore e sapranno sicuramente indirizzarvi.

 

Compere

I negozi per souvenir nel centro si susseguono uno dietro l’altro, attenzione però, il fatto che un articolo sia venduto in un negozio, non lo rende più “vero” di quello comprato al mercato di strada, non comprate a primo acchito. Io porto la mia esperienza: cercavo una ruana, ovvero il poncho in versione femminile che è aperto davanti. Nei negozi del centro lo stesso filato che trovavo al mercato aveva oltre 300 pesos di differenza!

Sono stata al mercato artigianale, in fondo ad avenida San Martin, lì si trovano delle cose molto particolari, curate, ma decisamente troppo costose. Continuando la ricerca della mia ruana l’ho trovata nel mercatino di strada, proprio davanti all’edificio del costoso mercato artigianale, in caldissima lana de guanaco.

Festival de Doma y Folklore

Gauchos (quelli veri) e musica a full.

C’è una premessa che devo per forza fare, perché è la cosa che mi ha più mosso emozionalmente..

Indipendentemente una persona sia d’accordo o meno con la doma, ho avuto la possibilità di vedere da vicino questa pratica, di palpare nello sguardo di jinetes e gauchos la serietà e l’importanza che rappresenta per loro, di come la sentano come orgoglio di “essere argentino” ma soprattutto come “orgoglio di gaucho”. Mentre ero appostata a bordo campo con la macchina fotografica tra i vari giornalisti, un’espressione mi è uscita più volte, senza rendermene conto, e con le persone intorno che mi guardavano stranite.. “Questi qua c’hanno veramente i coglioni!”

Il cavallo più nervoso, più difficile, più selvaggio, che si alzava a due zampe, spesso cadendo, il jinete ci stava sopra, ci si aggrappava con un tal coraggio e anche dopo la più paurosa delle cadute dei due insieme, quando dici tra te e te “è rimasto a terra e non si alza più”.. no, si alza il cavallo e lui è ancora li aggrappato!

 

Il Festival

Man mano che viaggio tra i vari Festivals di Folklore mi rendo conto che ognuno ha il suo focus e la sua anima, può piacere o non piacere, ma il Festival de Doma y Folklore ha carattere da vendere e quest’anno ha ricevuto la distinzione “Marca Pais”, come simbolo di identità, cultura e tradizione argentina.

Tutto ha iniziato 53 anni fa, quando 20 scuole delle località di Jesus Maria e Colonia Caroya, hanno deciso di raccogliere fondi per le loro attività, organizzando un festival in cui fossero presenti due cose tanto care agli argentini del luogo: la doma e la musica folklorica.

Il Festival dura 12 notti, 12 notti di “argentinidad” (così le chiamano), che si svolgono dentro e fuori ad uno stadio la cui struttura è stata creata appositamente per il festival e che arriva ad ospitare fino a 27.000 persone.

Ogni giorno, durante il festival c’è un’attività pomeridiana al campo lungo il fiume, al lato dello stadio. Dalle 19:00 invece inizia la doma, chiamata Jineteada. Los Jinetes, ovvero i domatori, rappresentano tutte le provincie dell’Argentina, comprese alcune nazioni limitrofe, si allenano tutto l’anno per arrivare preparati a questo festival, che per quando riguarda la doma è il più prestigioso dell’Argentina.

Ci sono tre diversi tipi di doma: Basto, Gurupa, Crina, dipende dagli “accessori o strumenti di lavoro”. Il tempo di doma dura 12 secondi, dopodichè il jinetede, se è resistito sopra al cavallo (il che significa che raggiunge un punteggio molto alto) viene prelevato a braccio dal cavallo da due “apadrinadores”.

Ma tutto quello che sta intorno è una sorta di rituale in cui ognuno ha il suo ruolo, chi porta il cavallo da domare, chi lo riceve e lo assicura al palo, i giudici ovviamente, gli apadrinadores, chi raccoglie i vari strumenti di doma che si perdono durante il lavoro, il medico. Tutto questo è annunciato commentato per il pubblico da un conduttore accompagnato da un payador. Il payador è una figura che ho conosciuto per la prima volta in questo festival, credo racchiuda in sé l’”argentinità” all’ennesima potenza, egli con la sua chitarra accompagna il conduttore recitando in rime tutto quello che succede.

Alternati ai momenti di doma ci sono dei momenti di musica o balletto, artisti tra i più quotati si sussueguono sul palco a partire dalle 21.00, intorno alle 23:00 c’è l’ultimo momento di doma, in genere poi si continua con un balletto che occupa tutto il campo.

Una cosa molto suggestiva è la esibizione di “tropilla”, ovvero ogni gaucho conduce una “yegua madrina” che tutti gli altri cavalli seguono.

Verso la mezzanotte finalmente si aprono i cancelli del campo e tutta la gente dunque può avvicinarsi un po’ di più al palco per vedere i due concerti principali un po’ più da vicino.

Allo stato attuale ci sono idee discordanti sulla doma, sebbene molti argentini ci siano molto legati e la sentano come parte delle loro radici, dall’altro lato ci sono molte persone che protestano in quanto sarebbe una pratica non più necessaria, che provoca stress agli animali, nei peggiori dei casi infortuni. Contemporaneamente gli infortuni dei jinetes sono all’ordine del giorno, ma questo non sembra scoraggiarli.

 

Informazioni utili

Il festival di Jesus Maria ha l’organizzazione più puntuale che io abbia visto in Argentina, ovviamente arrivando ad accogliere nello stadio oltre 25.000 persone questo è indispensabile. E’ importante sapere tuttavia che viene dato molto spazio alla parte di doma e mentre si canta dal vivo lo spazio per ballare è davvero molto angusto e inesistente, diciamo che non è un festival a cui la gente va per ballare.

Sicuramente per vedere un spaccato di “argentinità” indipendentemente da canto o ballo è il più azzeccato.

Tenete conto che Jesus Maria ha una ricettività limitata perciò bisogna organizzarsi in tempo per prenotare una camera, per chi invece decide di pernottare fuori e raggiungere Jesus Maria per la serata attenzione: le strade iniziano a collassare dalle 19:00, anche prima quando canta un artista molto quotato e la fila per comprare il biglietto può durare anche 2-3 ore. Dal sito tuttavia si possono comprare on line.

Se pensate di passare qualche serata a Jesus Maria per il festival scrivetemi qui per info più specifiche.

Ecco qui una ripresa di parte della jineteada e l’inizio del concerto de Los Huayra ed una minigallery del festival

 

 

 

 

 

Festival de La Chacarera – Il folklore formato famiglia

Il Festival de la chacarera, ideato dai fratelli Agustin y Carlos Carabajal è nel 2018 alla sua 47ma edizione. Tra tutti i festival che ho visto posso dire che se dovessi trovargli un aggettivo questo sarebbe “famigliare”. Non aspettatevi però di vedere i gonfiabili come succede dalle nostre parti. I bambini sono fans del folklore tanto quanto gli adolescenti, i genitori e i nonni, aspettatevi invece di vederli a cavalcioni del papà in prima fila davanti alle transenne, cantando a squarciagola i classici dell’artista di punta. Inoltre gli orari sono santiagueños, ovvero dalla mezzanotte alle sette di mattina, e se il giorno dopo si deve lavorare, beh vorrà dire che si va in ufficio direttamente!

Quando dico famigliare mi riferisco all’atmosfera, molti si portano sottobraccio la propria sdraio e tavolino, quasi a fare un pic-nic. Sul palco si susseguono artisti emergenti del folklore argentino, giovani, compagnie di danza, gruppi legati a festività tradizionali, e ogni sera due artisti riconosciuti a livello nazionale e internazionale.

La prima notte si è rivissuta una festa pagano-religiosa molto cara ai santiagueños, quella di San Esteban, l’artista di punta era Raly Barrionuevo, un musicista che ha avvicinato al folklore argentino molti giovani, le sue musiche hanno delle moderne sfumature romantiche ma senza mai distaccarsi dalla tradizione.

La seconda notte si è rivissuto il carnevale della puna, già dal pomeriggio il centro di Santiago è stato invaso da molti diablitos jujeños, che poi hanno animato tutta la notte a ritmo di carnavalito, con schiuma, pittura e farina. Nestor Garnica ha incendiato il ballo con chacarera e zamba e già quasi all’alba sono saliti sul palco El Vislumbre del Esteko, un gruppo santiagueño emergente, dallo stile molto originale, chacarera con chitarra elettrica e la voce rock di Santiago Suarez.

L’ultima notte è stata forse la più emozionante, Elpidio Herrera e la sua sachaguitarra ha riportato tutti ai suoni delle origini, Cuti y Roberto Carabajal dopo trent’anni di successi annunciano il loro prossimo scioglimento tra le lacrime di chi è cresciuto con la loro musica. Alla fine il Duo Coplanacu ha fatto ballare e saltare tutti, per la prima volta ho visto un gruppo richiamato sul palco per ben tre volte!

Informazioni Utili

Il Festival avviene sempre il primo fine settimana di gennaio, in genere dal giovedi al sabato.

Le entrate si comprano presso la discheria Pago Donde Nacì, in pieno centro, c’è sempre una promozione se si comprano le tre entrate insieme.

In genere il festival inizia prima della mezzanotte, ma il mio consiglio è di non arrivare prima dell’una, è in quel momento infatti che inizia il clou. All’interno dell’evento ci sono varie opzioni per mangiare e bere, attenzione però, non sempre i prezzi sono uguali in tutti i kioschi, perciò un giretto prima di decidere in quale comprare lo consiglierei sempre. Il festival in genere termina quando il sole è già spuntato, verso le 7:00, ma se nel frattempo avete stretto conoscenza con qualcuno e avete voglia di seguire la movida, tenete le orecchie all’erta perché c’è sempre qualche “guitarreada” per chi non è ancora stanco.

Non sfidate le temperature di Santiago andando in giro dopo le 14:00, la città si spegne e va a fare la siesta, consiglio vivamente di sperimentare questa bella pratica, vi darà la carica per affrontare la nottata.

Dalle 19:00 andate a farvi un giretto nella Plaza Libertad di Santiago, è il momento in cui la città si rianima dopo la siesta e c’è sempre qualche attività legata al festival.

Cibo. Se volete qualcosa di ben autoctono andate a pranzare al secondo piano del Mercado Armonia, cibo buono, tipico, ambiente semplice ma molto ospitale, super economico! Attenzione però, anche questo alle 14:00 chiude!

El patio del indio Froilán, un luogo che fa bene all’anima

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“Vas en Santiago?? Tienes que ir al patio de Froilan, si o sì!”

Quante volte mi sono sentita dire questa frase quando qualcuno, praticamente tutti perché gli argentini quando capiscono che sei italiana ti trattano come una figlia, mi chiedeva il mio itinerario..

Nella mia raccolta di informazioni prima di partire avevo percepito la potenza di questo posto, guardavo video e video su YouTube che mi facevano venire la pelle d’oca, e ammetto che l’idea di raggiungere il patio una domenica da sola un po’ mi intimoriva, per fortuna non è andata così!

Sulle sponde del Rio Dulce il sole mi coccolava con i suoi raggi già autunnali e improvvisamente la mia “guida” mi dice: “Vamos da Froilán!” e così con mia totale incoscienza viaggiamo quei pochi chilometri fuori città per raggiungere il posto. Continua a leggere “El patio del indio Froilán, un luogo che fa bene all’anima”

Cantare messa..con una chacarera!

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Inglesia Nuestra Senora del Carmen, Tafi del Valle

 

Danze, musiche, rituali, tradizioni,… spesso sono il risultato di una mescolanza tra fede religiosa e credenze popolari. Ho scattato la foto sopra a Tafi del Valle, nella Iglesia de Nuestra Señora del Carmen e ne è il chiaro esempio.

A ruota e in concomitanza alla colonizzazione infatti, ci sono state le missioni di evangelizzazione di ciò che rimaneva di alcuni popoli nativi. Non aggiungerò altro su questo argomento che merita senz’altro approfondimento, ma mi allaccio ad esso perché nella storia della musica folklorica argentina c’è un’opera molto importante, anche questa a dimostrazione della mescolanza tra la “giovane” fede cattolica e le ancestrali credenza popolari, si tratta di “Misa Criolla”. Continua a leggere “Cantare messa..con una chacarera!”

Più Carnevale per tutti!

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Se andate in Argentina per il carnevale potrebbe essere un’esperienza trascendentale, vi capiterà di vedere diavoli colorati e ornati di specchi, di essere imbrattati di schiuma, farina, magari anche di vernice, di vedere persone con foglie di basilico tra i capelli o intente a “benedire” la macchina con la birra! Tutto questo e molto altro è il Carnevale!

Nel mese di gennaio-febbraio i popoli del nord dell’Argentina fanno il “desentierro del Carnaval”, ovvero il diavolo Zupay, rappresentato da una bambolina, viene letteralmente tolto dalla terra in cui era stato messo l’anno prima. Zupay diventa un diavolo monello, scherzoso, portato in giro a ballare per quindici giorni da persone, raggruppate in “Comparsas” anch’esse vestite da diavoli. Egli simboleggia il sole che ha l’incarico di fecondare la terra, la Pachamama, il carnevale infatti coincide anche con la fine dell’estate e la stagione delle piogge, grazie alle quali sarà possibile un abbondante raccolto. Continua a leggere “Più Carnevale per tutti!”

Upianita, una piccola perla sul Camino Real

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Ieri sera sono stata a Upianita, una piccola località a circa una trentina di km fuori Santiago, sulla via del Camino Real. Il Camino Real è stato per secoli l’unica via che collegava Buenos Aires direttamente a Potosì (Bolivia), poi con la costruzione della Ruta Nacional 9 questa via è stata abbandonata, lasciando cadere in letargo permanente tutti i villaggi adiacenti, che solo negli ultimi anni stanno cercando di “risvegliarsi”. Continua a leggere “Upianita, una piccola perla sul Camino Real”