Peteco Carabajal con Riendas Libres in Italia

Il vero folklore argentino torna a Bassano del Grappa

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Qui in Italia quando si parla di folklore argentino si pensa subito ai balli, alla chacarera, alla zamba,..ma prima di tutto il folklore argentino si riferisce ai suoi ritmi ancestrali, ai colori delle sue melodie, ai testi che raccontano una cultura e la sua gente.

Sono davvero emozionata di poter ricevere a Bassano del Grappa il più illustre referente in vita della musica popolare argentina, il grande musicista e amico Peteco Carabajal.

Peteco si presenta con il suo trìo, Riendas Libres, integrato da Homero Carpena Carabajal (chitarra) e Martina Ulrich (bombo leguero e percussioni).

 

Il 7-8-9 settembre 2018 a Bassano del Grappa (Vicenza) ci saranno tre giorni di intense attività tutt’ora in fase di organizzazione ma che vi posso già anticipare:

  • Incontri individuali o lezioni di gruppo con musicisti
  • Lezione di musicalità nella chacarera
  • Conferenza-in-musica ovvero un viaggio nelle sonorità d’Argentina che troppo spesso riduciamo solo al tango
  • Milonga
  • Concerto-peña finale con ospiti invitati e soprattutto un’area per ballare.

 

Per il momento non vi posso dire molto altro, tutto si sta organizzando (locations, orari,..) ed i prezzi saranno davvero molto popolari. Sarà un’occasione davvero unica per toccare con mano l’anima musicale e la profonda cultura della ricca terra d’Argentina. Controllate già le modalità per arrivare, la bellissima città di Bassano del Grappa vi sta aspettando, e…sconti per i gruppi numerosi 😉

Aeroporti vicini: Venezia, Treviso, Verona

ATTENZIONE 👉 Questo articolo sarà in continuo aggiornamento con tutte le nuove informazioni.

Non sai chi è Peteco Carabajal? Guarda qui: Peteco biografia 

Video dell’apertura del Festival Nacional de Cosquin 2018, Riendas Libres:

 

Version en español

Aquí en Italia, cuando se habla de folklore argentino siempre vamos pensando a zamba y chacarera…bueno, pero antes de todo, el folklore argentino son ritmos ancestrales, los colores de sus melodias, las letras que nos relatan sobre una cultura y su gente.

Estoy muy emocionada de poder recibir en Bassano del Grappa el major referente en vida de la musica popular argentina, el gran músico y amigo Peteco Carabajal.

Peteco se presenta en su trío, Riendas Libres,  con Homero Carpena Carabajal (guitarra) y Martina Ulrich (bombo y percusion).

 

El 7-8-9- septiembre 2018 en Bassano del Grappa (Vicenza) habràs tres dias de intensas actividades que todavía se estan armando pero ya puedo anticipar algo:

  • Encuentros y clases individuales o grupales con musicos
  • Clase de musicalidad en la chacarera
  • Conferencia-en-musica o sea un viaje en las sonoridades de Argentina que a veces pensamos que solo sea el tango.
  • Milonga
  • Concierto-peña final con musicos invitados en lugar bailable obviamente 😉

 

Por ahora solo puedo decir esto, todo se va armando, orarios, lugares..  los precios seran muy populares. Vas a ser una ocasión unica, esta es la unica fecha europea. Averiguen por los transportes, la linda ciudad de Bassano del Grappa, en provincia de Vicenza los estan esperando, y habras descuentos para grupos 😉

Aeropuertos cerca: Venecia, Treviso, Verona

ATENCION 👉 Esta nota continuara a ser actualizada con todas las nuevas informaciones.

 

Photo courtesy: Pablo Caputo

 

Salta, il passaggio per il territorio andino

Salta è tra le città più visitate dell’Argentina, navigando in rete troverete di tutto su questo luogo, tuttavia confesso che non tutte le proposte mi trovano d’accordo. Non mi è mai piaciuto il turismo “mordi e fuggi” o piuttosto “scattafoto e fuggi” perciò quello che vi racconto qui è per chi ha voglia di “vivere” il luogo che visita.

Salta è una bellissima città, con ragione la chiamano anche “La Linda”, però come in tutte le città aperte al turismo, e porta per il territorio andino argentino, bisogna sapersi destreggiare.

 

La città

Salta conserva in ottimo stato un sacco di edifici coloniali, il mio consiglio è di percorrerla a piedi in lungo e in largo e con il naso all’insù, si scoprono degli scorci davvero interessanti. Setacciate le viuzze intorno alla plaza 9 de Julio e percorrete a piedi quelle dieci cuadre che dalla peatonal Florida vi portano in fondo alla calle Balcarce. Il centro è piccolino, un po’ trafficato, attenzione perché le auto non hanno pietà per i pedoni e gli autobus sfrecciano così adiacenti al marciapiedi che si rischia di essere portati via appesi al loro specchietto retrovisore.

Se vi piacciono i musei qui ne avete per tutti i gusti e inseriti in altrettanto meravigliosi contesti architettonici.

Il teleferico che porta al cerro San Bernardo è una bella occasione per vedere la città dall’alto, sulla cima a parte scattare fotografie non c’è molto altro, però se la giornata è bella e magari con la luce del tramonto, si gode di una splendida vista sulla città e le prime alture della cordigliera delle Ande.

 

Escursioni

I vari uffici turistici propongono qualsiasi tipo di escursione da Salta, come già detto un turismo mordi e fuggi fermandosi 30 minuti in ogni centro e macinando km dalla mattina presto in autobus, non rientra nei miei piani.

Da Salta vale la pena fare l’escursione che ti porta nella valle Calchaquì se proprio non avete tempo per fermarvi lì un notte, per quanto riguarda invece l’escursione alla Salinas Grande, a Humahuaca, al Tren a las Nubes vi consiglio vivamente di considerare di fermarvi un paio di notti in uno dei tranquilli paeselli della Quebrada. Da lì tutto sarà più comodo e avrete tempo di respirare con tranquillità ad ogni fermata.

Non dimenticate che Salta è situata a poco più di 1100 mt sul livello del mare, per arrivare alle saline si raggiunge quota 4100 mt, con tutti i fastidi che può avere il nostro corpo non abituato all’altezza. Masticate delle foglie di coca per ridurre “l’apunamento” come lo chiamano loro, oppure anche il the de coca aiuta (attenzione però aiuta anche ad andare in bagno!).

C’è chi in tre giorni vuole vedere trenta cose, chi invece come me che in tre giorni ne vede tre, forse anche due; se siete di questa opinione seguite il mio consiglio e passate un paio di notti nella Quebrada de Humahuaca, non ve ne pentirete!

Ovviamente a questo punto mi chiederete: “Sì, ma dove?” Ci sono tre località principali, alternate da piccoli paeselli, Purmamarca negli ultimi anni è diventata un po’ di moda, qui troverete anche i boutique hotel e una cittadina molto ordinata; Tilcara è la località giovane e un po’ trasandata ma vicina a dei siti molto interessanti da visitare a piedi, come il Pucarà e la Garganta del Diablo; Humahuaca è la più a nord, una via di mezzo tra le due, sonnolenta, accogliente, senza troppe pretese. Scegliete voi, io le ho amate tutte e tre!

Tra le varie agenzie che organizzano escursioni segnalo Turismo Responsable.

Entrando nel sito ufficiale del turismo di Salta trovate infinite opzioni anche per vivere giornate in campagna, cavalcate, rafting, a voi la scoperta e la valutazione, io non le ho provate.

Cibo e locali a Salta

Intorno alla plaza 9 de Julio si susseguono bar e ristoranti, come anche lungo la super turistica calle Balcarce tra Entre Rios e Necochea.

Io vi segnalo quelli che per me vale la pena…e modestamente anche alcune cosette che non troverete nella Lonly Planet ;-)!

In centro ho pranzato benissimo e a prezzi onesti (attenzione non tra i più economici) alla parrilla “La Charrua Caseros”, la carne buonissima, gustosa e tenera, porzione abbondante e con miniparrilla, così tutto restava ben caldo mentre io mangiavo con i mei tempi lenti. Il personale è molto cortese e offre pure il lemoncello alla fine. Vi sconsiglierei invece il ristorante “La Posada de Caseros” che è 100 metri prima, decisamente troppo costoso per il piatti che offre.

Ci sono però due posticini non così turistici e ben “rustici” come piace a me in cui vi invito ad andare.

Il primo è “El Patio de las Empanadas“, tra av. San Martin ed Esteco. E’ un posto molto “locale” tanta scelta di empanadas fritte o al forno davvero squisite servite con una salsina piccante. Se invece avete voglia di un piatto vero e proprio vi invito ad attraversare la strada, giusto all’inizio del paseo de lo Poetas (che purtroppo è tenuto molto male), ci sono vari ristorantini che non hanno nulla di turistico, sono frequentati dai locali, sono semplici e senza pretese ma l’ambiente è bello, le porzioni singole sono quasi per due persone e i prezzi sono dimezzati rispetto al centro città.

Vi voglio segnalare anche il “Cafè Del Convento” (all’angolo tra calle Juramento e calle Caseros) un bellissimo bar pasticceria per spuntini veloci, giusto davanti al convento di San Bernardo, è centrico ma fuori dalla pazza folla e le torte sono strepitose!

Se invece avete voglia di un ottimo thè percorrete 50 metri dal Cafè del Convento lungo calle Juramento, lì c’è “Benares- leyendas de tè en yerbas”; è un locale piccolissimo, arredato con molto gusto e la titolare mi ricorda Juliette Binoche nel film “Chocolat” solo che la sua passione è il the e la cucina organica naturale. Fatevi consigliare da lei il vostro thè perfetto e lasciatevi deliziare con le sue gallette e la sua marmellata di pesca, ovviamente tutto fatto in casa e di sabato, quando il locale resta chiuso.

 

Capitolo a parte: le peñas.

A Salta le peñas non sono per ballare ma per ascoltare musica dal vivo, in quelle più turistiche si vede anche lo show folklorico. In calle Balcarce ce ne sono per tutti i gusti, personalmente (ma io sono troppo purista del folklore) le ho viste tutte troppo votate al business turistico. In questa zona vi segnalo il Cafè del Tiempo, che anche tra le persone del posto è riconosciuto per chiamare bravi musicisti. Altrimenti una peña fuori da questo circuito è “La Casona del Molino“, è davvero una “casona”, perché l’ambiente è molto grande, però diviso in piccole stanzette con dei tavolini, ed in ogni stanzetta ad un certo punto arriva un musicista che canta e allieta la serata, a un certo punto, se c’è la gente giusta, si può ricostruire quasi il clima della “guitarreada entre amigos”. La cosa bella è che se si cambia stanza cambia anche il genere di musica. Fate in modo di passare una serata in questo posto!

 

Volete ballare? Cercate una carpa santeña!

Sembra che a Salta siano gli unici posti in cui si balla folklore. Si trovano fuori città, sono molto tradizionali e vi invito a fare di tutto per andarci perché ne vale davvero la pena! Purtroppo non sono sempre aperte, quella a cui sono stata io si chiama “El Rancho del Torito”. Se volte avere informazioni circa questi luoghi, l’unica possibilità è quella di chiedere ai “gauchos” che fanno lo spettacolo nelle peñas, sono quasi tutti studenti di folklore e sapranno sicuramente indirizzarvi.

 

Compere

I negozi per souvenir nel centro si susseguono uno dietro l’altro, attenzione però, il fatto che un articolo sia venduto in un negozio, non lo rende più “vero” di quello comprato al mercato di strada, non comprate a primo acchito. Io porto la mia esperienza: cercavo una ruana, ovvero il poncho in versione femminile che è aperto davanti. Nei negozi del centro lo stesso filato che trovavo al mercato aveva oltre 300 pesos di differenza!

Sono stata al mercato artigianale, in fondo ad avenida San Martin, lì si trovano delle cose molto particolari, curate, ma decisamente troppo costose. Continuando la ricerca della mia ruana l’ho trovata nel mercatino di strada, proprio davanti all’edificio del costoso mercato artigianale, in caldissima lana de guanaco.

Festival de La Chacarera – Il folklore formato famiglia

Il Festival de la chacarera, ideato dai fratelli Agustin y Carlos Carabajal è nel 2018 alla sua 47ma edizione. Tra tutti i festival che ho visto posso dire che se dovessi trovargli un aggettivo questo sarebbe “famigliare”. Non aspettatevi però di vedere i gonfiabili come succede dalle nostre parti. I bambini sono fans del folklore tanto quanto gli adolescenti, i genitori e i nonni, aspettatevi invece di vederli a cavalcioni del papà in prima fila davanti alle transenne, cantando a squarciagola i classici dell’artista di punta. Inoltre gli orari sono santiagueños, ovvero dalla mezzanotte alle sette di mattina, e se il giorno dopo si deve lavorare, beh vorrà dire che si va in ufficio direttamente!

Quando dico famigliare mi riferisco all’atmosfera, molti si portano sottobraccio la propria sdraio e tavolino, quasi a fare un pic-nic. Sul palco si susseguono artisti emergenti del folklore argentino, giovani, compagnie di danza, gruppi legati a festività tradizionali, e ogni sera due artisti riconosciuti a livello nazionale e internazionale.

La prima notte si è rivissuta una festa pagano-religiosa molto cara ai santiagueños, quella di San Esteban, l’artista di punta era Raly Barrionuevo, un musicista che ha avvicinato al folklore argentino molti giovani, le sue musiche hanno delle moderne sfumature romantiche ma senza mai distaccarsi dalla tradizione.

La seconda notte si è rivissuto il carnevale della puna, già dal pomeriggio il centro di Santiago è stato invaso da molti diablitos jujeños, che poi hanno animato tutta la notte a ritmo di carnavalito, con schiuma, pittura e farina. Nestor Garnica ha incendiato il ballo con chacarera e zamba e già quasi all’alba sono saliti sul palco El Vislumbre del Esteko, un gruppo santiagueño emergente, dallo stile molto originale, chacarera con chitarra elettrica e la voce rock di Santiago Suarez.

L’ultima notte è stata forse la più emozionante, Elpidio Herrera e la sua sachaguitarra ha riportato tutti ai suoni delle origini, Cuti y Roberto Carabajal dopo trent’anni di successi annunciano il loro prossimo scioglimento tra le lacrime di chi è cresciuto con la loro musica. Alla fine il Duo Coplanacu ha fatto ballare e saltare tutti, per la prima volta ho visto un gruppo richiamato sul palco per ben tre volte!

Informazioni Utili

Il Festival avviene sempre il primo fine settimana di gennaio, in genere dal giovedi al sabato.

Le entrate si comprano presso la discheria Pago Donde Nacì, in pieno centro, c’è sempre una promozione se si comprano le tre entrate insieme.

In genere il festival inizia prima della mezzanotte, ma il mio consiglio è di non arrivare prima dell’una, è in quel momento infatti che inizia il clou. All’interno dell’evento ci sono varie opzioni per mangiare e bere, attenzione però, non sempre i prezzi sono uguali in tutti i kioschi, perciò un giretto prima di decidere in quale comprare lo consiglierei sempre. Il festival in genere termina quando il sole è già spuntato, verso le 7:00, ma se nel frattempo avete stretto conoscenza con qualcuno e avete voglia di seguire la movida, tenete le orecchie all’erta perché c’è sempre qualche “guitarreada” per chi non è ancora stanco.

Non sfidate le temperature di Santiago andando in giro dopo le 14:00, la città si spegne e va a fare la siesta, consiglio vivamente di sperimentare questa bella pratica, vi darà la carica per affrontare la nottata.

Dalle 19:00 andate a farvi un giretto nella Plaza Libertad di Santiago, è il momento in cui la città si rianima dopo la siesta e c’è sempre qualche attività legata al festival.

Cibo. Se volete qualcosa di ben autoctono andate a pranzare al secondo piano del Mercado Armonia, cibo buono, tipico, ambiente semplice ma molto ospitale, super economico! Attenzione però, anche questo alle 14:00 chiude!

Bassano del Grappa y Santiago del Estero non sono mai stati così vicini!

“Quando desideri una cosa, tutto l’universo trama affinchè tu possa realizzarla!”

Sono andata fino a Santiago del Estero per respirare a pieni polmoni il profumo della chacarera, da cui sono stata inebriata e rapita, ma un mio sogno era anche quello di portare qui, a Bassano, un po’ di quel profumo!!
Lo desideravo tanto ed improvvisamente è successo!
Tra le splendide persone che ho incontrato nel mio cammino Cynthia Fattori ha lasciato il segno, con lei ho approfondito la danza non solo nelle nozioni tecniche ma anche e soprattutto nella sua essenza e nel suo lato umano.
Ed improvvisamente succede che “i tedeschi” si sbagliano nella prenotazione delle sale per il suo workshop, lei si trova con un week end libero nel suo giro in Europa e mi chiama per venirmi a trovare!
Un intero week end libero..questo è un segno!! Che sia arrivato il momento di portare un pò di chacarera “bien santiagueña” a Bassano?!” Il tempo è poco ma subito contatto Francesca e Leonardo..visto che quando si parla di passioni ci capiamo!

Chacarera è cultura, è storia, è sentimento.. è quotidianità della gente, è un qualcosa di così sacro per i santiagueños che deve essere trattato con rispetto e valorizzato come merita! E questo è il mio omaggio per loro!

Può essere stata una scelta controcorrente proporre ben due giorni di seminario per un “avvicinamento” a questa danza?? Io sono sicura di no, anzi sono sicura che chi parteciperà ne resterà stupito…chissà forse pure un po’ perplesso nei confronti di chi cerca di insegnarla con una lezione.

Non mi stancherò mai di dirlo ragazzi, abbiate il coraggio di voler scoprire la chacarera fino in fondo, concedetevi il lusso di lasciarvi andare, non vi succederà nulla di male, questo ve lo prometto :-)!

Il seminario, il cui link all’evento lo trovate qui, è già sold out con una settimana d’anticipo e questo devo dire mi fa davvero piacere…però c’è un momento molto particolare a cui invito tutti, soprattutto i curiosi e gli scettici..domenica dalle 17.00 circa ci sarà una “charla” con Cynthia, un’occasione per farci raccontare un pò di folklore, soprattutto di chacarera, direttamente da chi l’ha vissuto fin dall’infanzia. A seguire milonga con qualche sana incursione di folklore e ….una sorpresa ;-)! L’evento lo trovate qui.

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Los Saavedra, un assaggio

Questo articolo sarà breve..

Sabato 22 aprile si celebrava la giornata mondiale della terra, chiaramente in una città come Santiago la cosa è decisamente molto sentita!

La sera si è presentato il gruppo Riendas Libres, di cui ho già parlato  qui ed in questo contesto si sono riuniti molti vecchi amici, tra cui la famiglia Saavedra. Juan, Sandra, i loro figli Yago, Jesus, Nazareno ed un paio di altri integranti.

Il giorno seguente, nel patio del indio Froilan invece si viveva un “dìa nativo” ovvero una riscoperta, valorizzazione, ma anche una presa di coscienza delle problematiche dei popoli nativi.

Questo è un estratto dello spettacolo della famiglia Saavedra ripreso da Revolucion-Arte

Queste alcune foto della domenica di Paula Antumalen Vega

Sólo para hombres… si parla di Malambo!

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Siamo nel 1600, Provincia de La Pampa, nasce una danza folklorica molto affascinante, ad esclusivo dominio degli uomini. Questi, accompagnati dalla musica di una chitarra e di un bombo…iniziano a ballare, o meglio a sfidarsi, a colpi di malambo!

Dal punto di vista tecnico il malambo è sicuramente una danza che più di tutte richiede studio e allenamento, soprattutto per piedi, caviglie e gambe.

L’uomo fa una serie di movimenti combinati tra loro, chiamati “mudanza” o “zapateo”, i quali sono separati da un altro movimento chiamato “repique”; la combinazione di tutto questo dà vita al malambo. Continua a leggere “Sólo para hombres… si parla di Malambo!”

Il Festival di Cosquin

Nove giorni e nove notti di puro folklore

 

cosquinfolcloreDopo aver ottenuto l’accreditamento ufficiale come blogger dalla commissione del festival direi che è doveroso raccontare un po’ cos’è effettivamente questo festival..

Nove giorni e nove notti di puro folklore, chiamate anche “Las nueve lunas coscoinas“, in questi giorni la città si trasforma, e vive pervasa  dallo spirito folklorico. Il festival infatti non è solo l’evento di musica ufficiale che si tiene nell’anfiteatro, ma un’esperienza folklorica totale che si vive nella strada e nelle peñas di tutto il paese, dove musicisti, ballerini, poeti, artisti, si esibiscono liberamente tutta la notte, con la speranza di poter arrivare un giorno sul palcoscenico ufficiale. Continua a leggere “Il Festival di Cosquin”