Peteco Carabajal con Riendas Libres in Italia

Il vero folklore argentino torna a Bassano del Grappa

>> sigue español >>

Qui in Italia quando si parla di folklore argentino si pensa subito ai balli, alla chacarera, alla zamba,..ma prima di tutto il folklore argentino si riferisce ai suoi ritmi ancestrali, ai colori delle sue melodie, ai testi che raccontano una cultura e la sua gente.

Sono davvero emozionata di poter ricevere a Bassano del Grappa il più illustre referente in vita della musica popolare argentina, il grande musicista e amico Peteco Carabajal.

Peteco si presenta con il suo trìo, Riendas Libres, integrato da Homero Carpena Carabajal (chitarra) e Martina Ulrich (bombo leguero e percussioni).

 

Il 7-8-9 settembre 2018 a Bassano del Grappa (Vicenza) ci saranno tre giorni di intense attività tutt’ora in fase di organizzazione ma che vi posso già anticipare:

  • Incontri individuali o lezioni di gruppo con musicisti
  • Lezione di musicalità nella chacarera
  • Conferenza-in-musica ovvero un viaggio nelle sonorità d’Argentina che troppo spesso riduciamo solo al tango
  • Milonga
  • Concerto-peña finale con ospiti invitati e soprattutto un’area per ballare.

 

Per il momento non vi posso dire molto altro, tutto si sta organizzando (locations, orari,..) ed i prezzi saranno davvero molto popolari. Sarà un’occasione davvero unica per toccare con mano l’anima musicale e la profonda cultura della ricca terra d’Argentina. Controllate già le modalità per arrivare, la bellissima città di Bassano del Grappa vi sta aspettando, e…sconti per i gruppi numerosi 😉

Aeroporti vicini: Venezia, Treviso, Verona

ATTENZIONE 👉 Questo articolo sarà in continuo aggiornamento con tutte le nuove informazioni.

Non sai chi è Peteco Carabajal? Guarda qui: Peteco biografia 

Video dell’apertura del Festival Nacional de Cosquin 2018, Riendas Libres:

 

Version en español

Aquí en Italia, cuando se habla de folklore argentino siempre vamos pensando a zamba y chacarera…bueno, pero antes de todo, el folklore argentino son ritmos ancestrales, los colores de sus melodias, las letras que nos relatan sobre una cultura y su gente.

Estoy muy emocionada de poder recibir en Bassano del Grappa el major referente en vida de la musica popular argentina, el gran músico y amigo Peteco Carabajal.

Peteco se presenta en su trío, Riendas Libres,  con Homero Carpena Carabajal (guitarra) y Martina Ulrich (bombo y percusion).

 

El 7-8-9- septiembre 2018 en Bassano del Grappa (Vicenza) habràs tres dias de intensas actividades que todavía se estan armando pero ya puedo anticipar algo:

  • Encuentros y clases individuales o grupales con musicos
  • Clase de musicalidad en la chacarera
  • Conferencia-en-musica o sea un viaje en las sonoridades de Argentina que a veces pensamos que solo sea el tango.
  • Milonga
  • Concierto-peña final con musicos invitados en lugar bailable obviamente 😉

 

Por ahora solo puedo decir esto, todo se va armando, orarios, lugares..  los precios seran muy populares. Vas a ser una ocasión unica, esta es la unica fecha europea. Averiguen por los transportes, la linda ciudad de Bassano del Grappa, en provincia de Vicenza los estan esperando, y habras descuentos para grupos 😉

Aeropuertos cerca: Venecia, Treviso, Verona

ATENCION 👉 Esta nota continuara a ser actualizada con todas las nuevas informaciones.

 

Photo courtesy: Pablo Caputo

 

1′ Festivalito di Folklore Argentino a Bassano del Grappa

Eccomi, sono pronta! Dopo due “eventi-prova” possiamo parlare del 1′ Festivalito di Folklore Argentino a Bassano del Grappa!
Adentroo!!“, come potrete intuire, è un progetto itinerante che coinvolge vari ambiti, ma se dovessimo esprimerlo in due parole sarebbero queste due: “Creare connessioni“.

Connessioni tra mondi, tra culture, tra persone, tra artisti…perchè tutto questo? Semplicemente perchè viaggiando ho capito una cosa: la diversità è una ricchezza a portata di tutti e lo scambio di culture ci rende tutti più ricchi, più sensibili e più in pace con il mondo e chi lo abita.

Forse sono una sognatrice, può essere! Ma il Festivalito di Folklore Argentino che arriva a Bassano il 2-3 giugno…quello no, quello è tutto vero!

Inizio a riportare qui sotto programma e informazioni, tutto è “work in progress” quindi consultate questa pagina varie volte, presto aggiungerò informazioni relative a prezzi, pacchetti con sconto, nomi, etc… e ovviamente tutti i link agli eventi di Facebook.

Ci tengo a specificare che il Folklore Argentino è per tutti. Tutti possono iniziare a ballarlo, tutti possono venire a curiosare durante le serate, non servono abiti speciali, nessuna scarpa col tacco,…Serve solo la voglia di mettersi in gioco e condividere..il folklore fa bene all’anima!

Prima di partire con le info tecniche serve una menzione speciale a Francesca Vettori e Leonardo Brunelli, che con la loro scuola “Tangohol” dall’inizio si sono mostrati sensibili, aperti, enstusiasti e un pò pazzi come la sottoscritta, decidendo di ospitare per primi il progetto “Adentroo!!“. GRAZIE RAGAZZI!

ADENTROO!! 1′ FESTIVALITO DI FOLKLORE ARGENTINO A BASSANO DEL GRAPPA

WORKSHOP – MILONGA – CHARLA – FIESTA -GUITARREADA

 

::: WORKSHOP :::

a cura della maestra e ballerina Cynthia Fattori
– Importante, leggere la nota alla fine del programma –
1️⃣ SABATO 15:00 – 17:30 (durata 2,5 ore)
CHACARERA – ritmica, tecnica, energia, contesto culturale.
Introduzione alla chacarera, classe aperta a tutti. Per chi inizia da zero, per chi conosce la coreografia ma non tutto il resto.
In questa lezione si inizierà dalla ritmica; la chacarera è un ritmo complesso che deve essere interiorizzato per essere passato nelle gambe. Si lavorerà molto nel passo base, nel tempo, zapateo e zarandeo base. La chacarera è un ritmo ancestrale, usata ancora oggi in alcune occasioni come “rituale“, coinvolge diverse energie a seconda che si balli in coppia o in ronda, si affronterà dunque anche questo tema, per poter gestire l’energia che si sprigiona ballando. Nella lezione è compresa anche una parte teorica o meglio di “chiaccherata” che ci permetterà di comprendere la profondità e il significato di questa danza che prima di tutto è cultura e quotidianità della gente. Ballare comprendendo la storia e rispettandola ci aiuterà a viverla e ballarla con un nuovo punto di vista, godendo a pieno di questo momento di condivisione e di connessione.
️2️⃣ DOMENICA 11:00 – 13:00 (durata 2 ore)
CHACARERA (6/8) – GATOESCONDIDO
Si continuerà con la chacarera per interiorizzare il ritmo, la coreografia, la gestualità e soprattutto la connessione con il nostro partner o con il gruppo se in ronda. Si cercherà di imparare come capire quando una chacarera è di 6 oppure di 8 compases. A seconda dei progressi del gruppo si potranno introdurre nuovi elementi nella chacarera oppure altre danze come il gato e l’escondido.
3️⃣️️ DOMENICA 14:00 – 16:30 (durata 2,5 ore)
ZAMBA
L’ultimo appuntamento di questo percorso emozionale-storico-tecnico nel folklore argentino ci porta dritti alla zamba, forti delle emozioni delle prime due lezioni il nostro corpo probabilmente sarà ben predisposto per esplorare l’universo emozionale che racchiude dentro di sé la zamba argentina.
NOTA
L’intero workshop è concepito come un percorso unico. Oltre ad imparare nozioni tecniche, si affronterà anche e soprattutto la parte energetica-emozionale che caratterizza il folklore argentino, per questo le lezioni sono propedeutiche ovvero le opzioni di partecipazione sono le seguenti:
– Intero workshop (lezione 1+2+3)
– Due lezioni (lezione 1+2)
– Una lezione (lezione 1)
L’accesso a partire dalla lezione 2 è possibile a coloro che hanno già partecipato ad uno dei seminari di Cynthia Fattori.
Si consiglia tuttavia la partecipazione completa alle tre lezioni, in quanto il percorso energetico ed emozionale incontra naturalmente un inizio ed una fine.

Chi è Cynthia Fattori?

Dice Cynthia:
“Ballare per me è una autentica dimostrazione dei miei sentimenti, una disciplina di vita, un’espressione di libertà, amore per le mie radici, il mio paese, i miei valori. Per questo i miei seminari si chiamano ‘Bailar y Vivir‘”.
Cynthia inizia a ballare folklore all’età di sei anni.
Ha integrato il Ballet Brandsen come ballerina professionale ma non ha mai lasciato le sue radici santiagueñe; per questo tutte le estati viaggiava a Santiago del Estero per formarsi con il grande ballerino Carlos Saavedra.
Le sue lezioni iniziano dalla tecnica per raggiugnere libertà di movimento ed emozionale, soprattutto nella sensazione e nell’interpretazione, affinché si valorizzi il ballo personale di ognuno.
Specialmente nel folklore, Cynthia ha ricevuto la formazione “accademica” del Ballet Brandsen, uno dei balletti più riconosciuti d’Argentina che tutti gli anni era incaricato dell’apertura de Festival di Cosquin; e parallelamente la formazione “di radice santiagueña” nel patio dei grandi ballerini Carlos Saavedra e Adela Vignais.
Ha integrato la compagnia di ballo di Juan Saavedra (fratello di Carlos), considerato tutt’oggi il maggiore esponente in vita del folklore argentino non solo nella stessa Argentina ma nel mondo; Cynthia è considerata tra i principali rappresentanti del folklore santiagueño.
💰 ::: COSTI E PACCHETTI ::: 💰
Lezione 1️⃣️ durata 2,5 ore >> € 35,00
Lezione 2️⃣️ durata 2 ore >> € 30,00
Lezione 3️⃣ durata 2,5 ore >> € 35,00
PACCHETTO LEZIONI
🔹 Intero workshop 1⃣+2⃣+3⃣ >> € 90,00 (con pagamento il sabato alla prima lezione)
       se lo paghi entro il 27.05 >> € 85,00
PACCHETTO WEEK END FESTIVALITO
🔹 Intero seminario + milonga sabato sera
+ charla + fiesta domenica >> € 100,00 (con pagamento il sabato alla prima lezione)
SE VIENI DA LONTANO..
Possibilità di alloggiare nella splendida struttura che ospita l’evento, a due passi dal centro di Bassano del Grappa.
🔹 Camera singola con colazione € 35,00
🔹 Camera doppia  con colazione € 60,00
⏳ ::: ISCRIZIONI ::: ⏳
📧  Messaggio Facebook a Elisa Pavin
oppure
☎  Telefono / WhatsApp 340.2811759

🔗 Link all’evento Facebook: Chacarera y Zamba, Cynthia Fattori’s Workshop

Le lezioni si faranno all’aria aperta in questo splendido giardino.

::: MILONGA :::

Sabato 2 giugno ore 22:00
TDj Agnese Franceschi da Santarcangelo di Romagna.
Show dei maestri Cynthia Fattori ed Ernesto Terri.
Sarà una milonga a tutti gli effetti, ci sarà per il 90% tango con incursioni di qualche tanda folklorica.
Costo entrata in milonga € 10,00
Prenotazioni tavolo/sedie con un messaggino a Francesca 389.6763228

::: CHARLA CULTURALE ::: 🇦🇷🇮🇹

🤗 APERTA A TUTTI 🤗
Domenica 3 giugno ore 18:00
Per chi è curioso, per chi non ha potuto partecipare al seminario, per chi ha voglia di “andare oltre”. Cynthia, Toto ed Elisa ci accompagneranno in un piccolo viaggio culturale non solo nella chacarera, ma tra la gente, nella terra dove nascono queste danze ancestrali. Racconti, aneddoti, leggende, …e sorprese musicali!
Assicuriamo 0 noia – 100% emozione 😉😍
PRESTO Link all’evento festa….

::: ASSOCIAZIONI ITALO-ARGENTINE o “AMIGAS” ::: 🇦🇷🇮🇹

Saranno presenti le associazioni che esporrano i loro progetti e prodotti
Rappresentanti dell’Associazione El Pericon di Padova
Rappresentanti dell’Associazione Catamarca di Fietta
presto i nomi delle altre..

::: SPECIALITA’ ARGENTINE ::: 🇦🇷🇮🇹

a cura del mitico Gustavo di Argentina Food
si potranno degustare le originali empanadas e per chi vuole fare l’esperienza argentina completa..il Fernet-Cola!

::: FIESTA :::

Domenica 3 giugno, dopo la charla a seguire…
Free music TotoDj: Folklore – Cumbia – Tango
Sorprese musicali direttamente da Santiago del Estero e Corrientes!!

::: LOCATION :::

Tutte le attività si svolgono presso
Villa Angaran San Giuseppe a Bassano del Grappa
Via Cà Morosini, 41
Link Google qui.
Nel frattempo vi invito a tenervi informati attraverso i social,
Il gruppo in cui racconto il mio viaggio: Adentroo!! Chacarera e dintorni
La pagina: Adentroo.com

Festival de Doma y Folklore

Gauchos (quelli veri) e musica a full.

C’è una premessa che devo per forza fare, perché è la cosa che mi ha più mosso emozionalmente..

Indipendentemente una persona sia d’accordo o meno con la doma, ho avuto la possibilità di vedere da vicino questa pratica, di palpare nello sguardo di jinetes e gauchos la serietà e l’importanza che rappresenta per loro, di come la sentano come orgoglio di “essere argentino” ma soprattutto come “orgoglio di gaucho”. Mentre ero appostata a bordo campo con la macchina fotografica tra i vari giornalisti, un’espressione mi è uscita più volte, senza rendermene conto, e con le persone intorno che mi guardavano stranite.. “Questi qua c’hanno veramente i coglioni!”

Il cavallo più nervoso, più difficile, più selvaggio, che si alzava a due zampe, spesso cadendo, il jinete ci stava sopra, ci si aggrappava con un tal coraggio e anche dopo la più paurosa delle cadute dei due insieme, quando dici tra te e te “è rimasto a terra e non si alza più”.. no, si alza il cavallo e lui è ancora li aggrappato!

 

Il Festival

Man mano che viaggio tra i vari Festivals di Folklore mi rendo conto che ognuno ha il suo focus e la sua anima, può piacere o non piacere, ma il Festival de Doma y Folklore ha carattere da vendere e quest’anno ha ricevuto la distinzione “Marca Pais”, come simbolo di identità, cultura e tradizione argentina.

Tutto ha iniziato 53 anni fa, quando 20 scuole delle località di Jesus Maria e Colonia Caroya, hanno deciso di raccogliere fondi per le loro attività, organizzando un festival in cui fossero presenti due cose tanto care agli argentini del luogo: la doma e la musica folklorica.

Il Festival dura 12 notti, 12 notti di “argentinidad” (così le chiamano), che si svolgono dentro e fuori ad uno stadio la cui struttura è stata creata appositamente per il festival e che arriva ad ospitare fino a 27.000 persone.

Ogni giorno, durante il festival c’è un’attività pomeridiana al campo lungo il fiume, al lato dello stadio. Dalle 19:00 invece inizia la doma, chiamata Jineteada. Los Jinetes, ovvero i domatori, rappresentano tutte le provincie dell’Argentina, comprese alcune nazioni limitrofe, si allenano tutto l’anno per arrivare preparati a questo festival, che per quando riguarda la doma è il più prestigioso dell’Argentina.

Ci sono tre diversi tipi di doma: Basto, Gurupa, Crina, dipende dagli “accessori o strumenti di lavoro”. Il tempo di doma dura 12 secondi, dopodichè il jinetede, se è resistito sopra al cavallo (il che significa che raggiunge un punteggio molto alto) viene prelevato a braccio dal cavallo da due “apadrinadores”.

Ma tutto quello che sta intorno è una sorta di rituale in cui ognuno ha il suo ruolo, chi porta il cavallo da domare, chi lo riceve e lo assicura al palo, i giudici ovviamente, gli apadrinadores, chi raccoglie i vari strumenti di doma che si perdono durante il lavoro, il medico. Tutto questo è annunciato commentato per il pubblico da un conduttore accompagnato da un payador. Il payador è una figura che ho conosciuto per la prima volta in questo festival, credo racchiuda in sé l’”argentinità” all’ennesima potenza, egli con la sua chitarra accompagna il conduttore recitando in rime tutto quello che succede.

Alternati ai momenti di doma ci sono dei momenti di musica o balletto, artisti tra i più quotati si sussueguono sul palco a partire dalle 21.00, intorno alle 23:00 c’è l’ultimo momento di doma, in genere poi si continua con un balletto che occupa tutto il campo.

Una cosa molto suggestiva è la esibizione di “tropilla”, ovvero ogni gaucho conduce una “yegua madrina” che tutti gli altri cavalli seguono.

Verso la mezzanotte finalmente si aprono i cancelli del campo e tutta la gente dunque può avvicinarsi un po’ di più al palco per vedere i due concerti principali un po’ più da vicino.

Allo stato attuale ci sono idee discordanti sulla doma, sebbene molti argentini ci siano molto legati e la sentano come parte delle loro radici, dall’altro lato ci sono molte persone che protestano in quanto sarebbe una pratica non più necessaria, che provoca stress agli animali, nei peggiori dei casi infortuni. Contemporaneamente gli infortuni dei jinetes sono all’ordine del giorno, ma questo non sembra scoraggiarli.

 

Informazioni utili

Il festival di Jesus Maria ha l’organizzazione più puntuale che io abbia visto in Argentina, ovviamente arrivando ad accogliere nello stadio oltre 25.000 persone questo è indispensabile. E’ importante sapere tuttavia che viene dato molto spazio alla parte di doma e mentre si canta dal vivo lo spazio per ballare è davvero molto angusto e inesistente, diciamo che non è un festival a cui la gente va per ballare.

Sicuramente per vedere un spaccato di “argentinità” indipendentemente da canto o ballo è il più azzeccato.

Tenete conto che Jesus Maria ha una ricettività limitata perciò bisogna organizzarsi in tempo per prenotare una camera, per chi invece decide di pernottare fuori e raggiungere Jesus Maria per la serata attenzione: le strade iniziano a collassare dalle 19:00, anche prima quando canta un artista molto quotato e la fila per comprare il biglietto può durare anche 2-3 ore. Dal sito tuttavia si possono comprare on line.

Se pensate di passare qualche serata a Jesus Maria per il festival scrivetemi qui per info più specifiche.

Ecco qui una ripresa di parte della jineteada e l’inizio del concerto de Los Huayra ed una minigallery del festival

 

 

 

 

 

Festival de La Chacarera – Il folklore formato famiglia

Il Festival de la chacarera, ideato dai fratelli Agustin y Carlos Carabajal è nel 2018 alla sua 47ma edizione. Tra tutti i festival che ho visto posso dire che se dovessi trovargli un aggettivo questo sarebbe “famigliare”. Non aspettatevi però di vedere i gonfiabili come succede dalle nostre parti. I bambini sono fans del folklore tanto quanto gli adolescenti, i genitori e i nonni, aspettatevi invece di vederli a cavalcioni del papà in prima fila davanti alle transenne, cantando a squarciagola i classici dell’artista di punta. Inoltre gli orari sono santiagueños, ovvero dalla mezzanotte alle sette di mattina, e se il giorno dopo si deve lavorare, beh vorrà dire che si va in ufficio direttamente!

Quando dico famigliare mi riferisco all’atmosfera, molti si portano sottobraccio la propria sdraio e tavolino, quasi a fare un pic-nic. Sul palco si susseguono artisti emergenti del folklore argentino, giovani, compagnie di danza, gruppi legati a festività tradizionali, e ogni sera due artisti riconosciuti a livello nazionale e internazionale.

La prima notte si è rivissuta una festa pagano-religiosa molto cara ai santiagueños, quella di San Esteban, l’artista di punta era Raly Barrionuevo, un musicista che ha avvicinato al folklore argentino molti giovani, le sue musiche hanno delle moderne sfumature romantiche ma senza mai distaccarsi dalla tradizione.

La seconda notte si è rivissuto il carnevale della puna, già dal pomeriggio il centro di Santiago è stato invaso da molti diablitos jujeños, che poi hanno animato tutta la notte a ritmo di carnavalito, con schiuma, pittura e farina. Nestor Garnica ha incendiato il ballo con chacarera e zamba e già quasi all’alba sono saliti sul palco El Vislumbre del Esteko, un gruppo santiagueño emergente, dallo stile molto originale, chacarera con chitarra elettrica e la voce rock di Santiago Suarez.

L’ultima notte è stata forse la più emozionante, Elpidio Herrera e la sua sachaguitarra ha riportato tutti ai suoni delle origini, Cuti y Roberto Carabajal dopo trent’anni di successi annunciano il loro prossimo scioglimento tra le lacrime di chi è cresciuto con la loro musica. Alla fine il Duo Coplanacu ha fatto ballare e saltare tutti, per la prima volta ho visto un gruppo richiamato sul palco per ben tre volte!

Informazioni Utili

Il Festival avviene sempre il primo fine settimana di gennaio, in genere dal giovedi al sabato.

Le entrate si comprano presso la discheria Pago Donde Nacì, in pieno centro, c’è sempre una promozione se si comprano le tre entrate insieme.

In genere il festival inizia prima della mezzanotte, ma il mio consiglio è di non arrivare prima dell’una, è in quel momento infatti che inizia il clou. All’interno dell’evento ci sono varie opzioni per mangiare e bere, attenzione però, non sempre i prezzi sono uguali in tutti i kioschi, perciò un giretto prima di decidere in quale comprare lo consiglierei sempre. Il festival in genere termina quando il sole è già spuntato, verso le 7:00, ma se nel frattempo avete stretto conoscenza con qualcuno e avete voglia di seguire la movida, tenete le orecchie all’erta perché c’è sempre qualche “guitarreada” per chi non è ancora stanco.

Non sfidate le temperature di Santiago andando in giro dopo le 14:00, la città si spegne e va a fare la siesta, consiglio vivamente di sperimentare questa bella pratica, vi darà la carica per affrontare la nottata.

Dalle 19:00 andate a farvi un giretto nella Plaza Libertad di Santiago, è il momento in cui la città si rianima dopo la siesta e c’è sempre qualche attività legata al festival.

Cibo. Se volete qualcosa di ben autoctono andate a pranzare al secondo piano del Mercado Armonia, cibo buono, tipico, ambiente semplice ma molto ospitale, super economico! Attenzione però, anche questo alle 14:00 chiude!

Reserva Forestal y Bombos legueros Mario Paz

Mario Paz è un artigiano molto rinomato nella costruzione di bombos legueros, raccontando di Santiago del Estero e del suo folklore, è una persona che assolutamente dovevo incontrare. Quello che tuttavia ha ulteriormente chiamato la mia attenzione è che da poco lui e la sua famiglia hanno istituito una Riserva Forestale per la preservazione del ceibo, che è l’albero con cui si costruisce la cassa di risonanza del bombo leguero.

Mario e Julia mi accolgono nella loro casa in Av. Colon, dove c’è anche il piccolo negozietto di bombos; si prende l’occorrente per il mate e ci mettiamo in macchina alla volta della Riserva, si trova ad una ventina di Km da Santiago città giusto il tempo per scambiare qualche chiacchiera e conoscerci meglio. Per la prima volta da quando mi trovo qui ho sentito parole come “consumo sostenibile”, “riciclo”, “raccolta differenziata”, … e parlarne mentre si passava davanti ad un campo pieno di rifiuti della periferia devo dire che mi ha fatto un certo effetto. La strada verso la coscienza del riciclo è ancora lunga ma l’impressione è che il primo passo sia stato fatto.

Il paesaggio fuori della capitale cambia rapidamente, dando spazio a terra, quebracho, i colori si mischiano tra i verde della natura, che in questo periodo ancora gode di qualche pioggia, e la terra marrone rossastro. Un chilometro di sterrata dalla strada principale e siamo arrivati. C’è un’umile casetta con un bel porticato sulla destra, davanti a noi il giardino, un grande algarrobo delimita maestosamente quello che durante le feste sarà sicuramente usato come patio…ovvero pista da ballo! Un po’ più in là un paio di hornos de barro (ovvero forni d’argilla) indispensabile nella succulenta cucina santiagueña.

Mario subito mi porta a fare un giro tra le sue piantine più giovani che cura con la dolcezza di un padre, ci raggiunge Victor, suo figlio che ci fa strada al taller, dove ogni giorno porta avanti il mestiere originario del padre, la costruzione del bombo leguero (vedi video). Mario però è impaziente, vuole portarmi a vedere la parte più bella della Reserva, ovvero il “percorso nel monte”. Il monte per i santiagueños è la campagna, e considerando che in passato gli inglesi hanno sterminato gli alberi per costruire le traversine della ferrovia tanto da provocare un cambiamento climatico, ci sono particolarmente affezionati. Ci troviamo a camminare in un boschetto dagli alberi bassi, foglie secche che scricchiolano, animaletti di vario genere che scappano alla nostra vista. Mario mi racconta la storia di ogni albero, le sue proprietà, fino a farmi raccogliere la corteccia di una pianta particolare perché una volta a casa mi potessi fare un tè.

Camminiamo in un tunnel di bambù, “Lì infondo c’è la Salamanca” mi sussurra all’orecchio…personalmente dopo aver ascoltato fiumi di chacareras e racconti di vario tipo su questa entità mistica e diabolica non vedevo l’ora di andarci vicino, e così fu!…ma questa è un’altra storia…curiosi!

 

Terminiamo in nostro giro, Julia ha preparato il mate, è passato un tortillero, seduti sotto a quel portico, tra il canto degli uccelli e il profumo delle foglie, mate e tortillas mi hanno portato alla pace dei sensi, mentre Mario e Julia mi raccontavano le loro avventure quando giravano per i festivals con bombos e figli al seguito. Era un fine giornata perfetto, ma ancora doveva venire il bello!!

Arrivano piano piano delle ragazzine a piedi, 7-10 anni, erano venute per la lezione di danza che un maestro dà gratuitamente a chi vive nei paraggi, nel giro di dieci minuti mi ritrovo a ballare con loro, mamme e ragazzine mi guardano strano.. “ma cosa ci fa qui una tana in mezzo alla campagna? ..e sa pure ballare il gato?” Julia e Mario ridevano, ma il folklore riunisce tutti e presto ci ritroviamo a parlare di Bassano del Grappa, di tango, empanadas, di facebook e mi guadagno pure un invito a cena!

INFORMAZIONI UTILI

La Reserva Mario Paz organizza due o tre eventi all’anno in occasione di feste folkloriche, si può essere informati attraverso la pagina facebook e il sito web. Trovandosi qualche giorno a Santiago consiglio vivamente di andarla a vedere, chiamando la famiglia Paz al numero telefonico che si trova nel sito, Mario e Julia saranno ben contenti di portarvici durante il loro giretto giornaliero.

Allo stato attuale non ci sono trasporti pubblici che arrivano alla Reserva, se si va in taxi per qualche evento particolare si può accordare con l’autista l’orario del rientro, oppure ci sarà sicuramente qualche santiagueño disposto a darvi un passaggio fino in città!

 

Come nasce un bombo leguero:

 

Fiesta de la abuela Carabajal, consigli pratici

Ferie solo a Ferragosto ma voglia di vacanza insolita? Magari immersa in un popolo dalla cultura millenaria, ma con la voglia di fare festa e ballare senza dover scalare chissà quale vulcano sudamericano o mangiare radici per una settimana? Fate un giro in Argentina e fate in modo di trovarvi a Santiago del Estero proprio a cavallo del secondo week end di agosto..festa assicurata, vacanza culturale salvata!

In questa settimana a La Banda, la città vicina a Santiago del Estero, si festeggia la fiesta de la abuela Carabajal. Per avere info sulla portata culturale dell’evento vi riporto qualche link: 1,  2, 3 e 4  ; qui vi dico solo che sarà una settimana a puro folklore santiagueño, a stretto contatto con un popolo che ha l’ospitalità nel sangue ed il cuore che batte al ritmo del bombo leguero.

Le informazioni tecniche sono queste:

  • Volo intercontinentale..sapete com’è agosto, prendetevi con tempo e riuscirete a spuntare delle tariffe di tutto rispetto.
  • Spostamento interno: ovviamente arriverete a Buenos Aires, se avete tempo gli spostamenti interni sebbene lunghi possono essere fatti comodamente in autobus, i “micro de larga distancia”, così vengono chiamati, partono dalla stazione di Retiro, lì potrete anche prenotare il vostro biglietto. Si tratta di pullman super confortevoli, io ho spesso viaggiato di notte per risparmiare il costo di una stanza, durata media del viaggio Buenos Aires- Santiago del Estero 12-13 ore, prenotate il servizio “cama” o “cama suite”, le migliori compagnie con cui viaggiare sono: Flechabus, Andesmar, Urquiza Dorado, Chevallier. Il biglietto deve essere comprato con qualche giorno di anticipo altrimenti rischierete di non trovare posto. Per chi non vuole aspettare e si può permettere dalle 100 alle 200€ in più dall’Aeroparque Newbery AerolineasArgentinas vola due volte al giorno a Santiago.
  • Alloggio: consiglio di alloggiare nella città di Santiago, ovvero dall’altra parte del fiume rispetto alla cittadina in cui ci sarà la festa, il motivo è principalmente “turistico” e di sicurezza, Santiago è molto carina, è bello passeggiare per il centro, in piazza Libertad ci sono sempre delle belle iniziative, spesso lezioni di folklore gratuite, lì c’è anche il CCB (Centro Cultural Bicentenario), il mercado Armonia, e nella vicina Avenida Roca vari ristorantini alla moda che piacciono molto a noi europei. In centro ci sono l’hotel Carlos V, Plaza3Apart, ma anche dei carini appartamenti in affitto su Airbnb a prezzi molto modici.
  • La festa: nel barrio de Los Lagos a La Banda la festa inizia già dal giovedì, nel patio de la abuela. Chiedete ad un taxi di portarvi nella “casa de la abuela Carabajal” non serviranno altri indirizzi. Li dal pomeriggio fino a notte inoltrata si susseguiranno i musicisti, c’è la possibilità di mangiare. Visitate il museo dedicato alla famiglia, una piccola stanzetta ma vedrete tutti i musicisti della famiglia che hanno fatto la storia del folklore. Ovviamente la festa non si ferma li ma ci sono un sacco di eventi collaterali e peñas, non mancate di andare una sera nella Peña “La Chacarera” ovvero la casa di Carlos Carabajal, durante i giorni della festa ogni sera uno dei suoi figli organizza la serata, fate in modo di essere li per le 23 altrimenti correte il rischio di restare fuori perché tutto pieno. Per essere aggiornati su tutti gli eventi in quei giorni comprate il quotidiano “El Liberal” e tenete sempre d’occhio l’agenda cultural nel sito www.pagodondenaci.blogspot.com.ar
  • La domenica pomeriggio: la domenica pomeriggio è il tripudio finale, nel pomeriggio tutta la famiglia Carabajal sale sul palco a cantare il suo repertorio, se non avete paura a stare in mezzo alla folla appostatevi presto sotto al palco, prometto che ne vale la pena! Subito dopo prendete un taxy e fatevi portare al Patio del Indio Froilan per terminare in bellezza tra la terra santiagueña questo evento unico nel suo genere.
  • Consigli sulla sicurezza: i santiagueños sono uno dei popoli più ospitali che io abbia mai conosciuto, questa festa però muove gente da tutto il paese, quindi nel mucchio ovviamente si trova di tutto. Consiglio di lasciare in albergo abbigliamento all’ultima moda e qualsiasi oggetto di valore, siate leggeri, portate i soldi giusti anche per fare qualche compera ma senza esagerare. Non camminate al di fuori delle strade adibite alla festa, si tratta comunque di una zona..diciamo particolare, quando decidete di rientrare assicuratevi di avere il numero di un taxi da chiamare oppure prendetene uno sulla strada principale.
  • Scarpe: il folklore, la chacarera è una danza che si balla sulla terra, il patio santiagueño è di terra, il patio di Froilan è di terra, considerate che al vostro rientro le vostre scarpe saranno del colore della terra, se poi vi troverete terra anche tra i denti e le narici significa che vi sarete divertiti alla grande!
Se volete aiuto personalizzato per la preparazione del vostro viaggio scrivetemi qui o qui!

Una tana alla fiesta de la abuela Carabajal

Il day after del fine settimana de la abuela Carabajal per me è oggi, oggi si spengono le luci dei riflettori, oggi si riprende, oggi si riflette. Personalmente posso dire di guardare a questa settimana passata come ad una delle più felici chi io possa ricordare.. indipendentemente dal folklore o dalla musica, quella sensazione di trovarsi esattamente dove si vuole stare in quell’istante, e poter sorridere e gioire della vita senza se e senza ma. Già lo sapevo che poi tutto sarebbe ripreso, che quella era una pausa dalla quotidianità, ma quei giorni no, quei giorni sono stati di una felicità fino alle lacrime e me ne sono accorta giusto mentre camminavo sotto ad un caldissimo sole primaverile su una strada di terra polverosa, in cui quasi ogni albero, canale, o vietta era stata cantata in una chacarera, o in una vidala..

Tutte le persone che ho incontrato, e che ovviamente si meravigliavano di vedere una “tana” caduta lì da quelle parti, mi hanno detto la stessa cosa: “Esta es una fiesta unica!” e presto mi sono accorta che avevano ragione, non tanto perché poteva essere una grande e bella festa, ma proprio per il vero significato della parola “unica”, unica nel suo genere.

Nel patio de la abuela Carabajal, nel quartiere di Los Lagos a La Banda iniziano ad arrivare i primi membri della famiglia già dal mercoledì, l’aria è carica e vivace, come il fuoco scoppiettante che cucinerà asado per giorni..i primi baracchini iniziano a vedersi intorno alla casa e lungo la via, degli operai lavorano per tirare su un palco, dopo la ventesima persona che mi veniva presentata con cognome Carabajal nel giro di 20 minuti la mia memoria fotografica aveva iniziato a fare cilecca perciò nel dubbio ogni volta che baciavo per il classico saluto dicevo pure il mio nome…tanto che ovviamente sti santiagueños hanno iniziato a prendermi in giro dicendomi: “dieci minuti fa ti sei presentata al mio gemello” che ovviamente era la stessa persona…

Il patio era gremito di gente, parenti, turisti, giornalisti, curiosi; già dal primo pomeriggio nel piccolo palchetto partiva il rasgueo della chitarra, per finire…ehmm… non si sa quando, ammetto di non essere mai arrivata alla fine!

La festa si consumava lì e tutto intorno, nei vari club e peñas della città, grandi nomi di artisti si susseguivano sul palco fino al mattino, i locali erano pieni, pullman da tutto il paese arrivavano per l’occasione.

Tutto prosegue così fino alla domenica, quando sul palco esterno sale buona parte della famiglia Carabajal a cantare davanti a un pubblico in delirio i loro successi, canzoni che hanno fatto la storia della musica popolare argentina, che hanno segnato epoche, che hanno accompagnato non solo feste ma anche i momenti di grande nostalgia della propria terra.

Ma quello di cui voglio parlare, al di là di musica e danza è dell’aver avuto la grande possibilità di conoscere una famiglia, una famiglia numerosa a cui non è mai mancato un attimo il sorriso ed uno sbellicato senso dell’umorismo. Un’accoglienza senza eguali nel senso che nemmeno ti facevano sentire un ospite ma piuttosto uno dei tanti amici, vicini, che circolavano intorno, in una grande casa, la casa di Carlos Carabajal, che di notte diventa una peña e di giorno torna ad essere una casa.

Nel quartiere de Los Lagos invece il patio è molto più grande della casa stessa ed il backstage del palchetto è una umile cucina con la tavola sempre apparecchiata, dei mobiletti da cui esce sempre qualche dolcetto ed una signora che ti racconta aneddoti di vita degli ultimi 60 anni.

Più di tutto sono grata a questa famiglia per avermi permesso per qualche giorno di scorrere nel flusso della loro vita e della loro quotidianità, con un sorriso, un mate, offrendomi una sedia…anche prendendomi un po’ in giro quando non capivo le loro battute. Sono stati giorni felici questi di pieno allenamento santiagueño!

E poi c’è lui, lui che non appena sentiva un po’ di chiacchere iniziava a canticchiare “..fue mucho mi penar andando lejos del pago” In realtà è stato questo che mi ha fatto fare un ulteriore passo dentro a questa “santiagueñidad”..Quante volte avrò ascoltato quella chacarera e ripetuto quella frase ma solo in questi giorni ne ho colto veramente l’essenza, grazie a Vitillo, il pappagallo della famiglia di Carlos Carabajal.. ho davvero capito il reale significato di “Entre a mi pago sin golpear”.

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Vitillo

 

Grazie Andrés!

29 maggio 1876 – 29 maggio 2017
Da settimane passavo davanti a quella casa, si intuiva che un tempo doveva essere molto bella.. ad accompagnare la grande porta in legno, due finestre, alte, a forma di arco. I muri bianchi che ancora splendevano sotto il sole di Santiago, erano interrotti da cornici di colore rosa antico che davano un tocco di eleganza alla facciata. Al piano superiore ci doveva essere sicuramente una terrazza, lo intuivo dal parapetto puntellato di colonne bianche e un ampio rosone centrale..
Passandoci davanti coglievo sempre la tristezza della caducità delle cose, i calcinacci scrostati che facevano intravedere i mattoni rossi mi facevano pensare ad un vecchietto che cerca di rialzarsi dopo una rovinosa caduta. Una sera finalmente mi fermo, volevo cercare di leggere tutte quelle targhe che però erano collocate all’entrata, dentro alla cancellata.. riesco a decifrare, improvvisamente la coca cola mi va di traverso. Non potevo credere a quanto leggevo…“Elisa ma quando caxxx imparerai ad aprire quegli occhi per guardare ma soprattutto per vedere??!!”04032017-20170304_144227
Mi trovavo davanti alla casa di Andrés Chazarreta, musicista, ricordato soprattutto perché è stato colui che dopo aver investigato per anni sulla musica popolare argentina, insieme al Conjunto de Arte Nativo, l’ha portata a far conoscere a tutto il Paese. La rappresentazione al teatro Politeama di Buenos Aires è stata storica, doveva fare solo 3 funzioni, ma il pubblico, che al tempo era avezzo ad ascoltare jazz e fox-trot, è andato letteralmente in visibilio davanti a chacarera, gato, escondido, zamba,…e alla fine le funzioni furono ben 90!
Caro Andrés, oggi, 29 maggio, è il tuo compleanno, grazie al tuo lavoro la musica popolare è diventata di dominio di tutto il paese che la riconosce come sua identità,
oggi grazie a te ed in memoria a te, in Argentina si festeggia il 
Dìa del Folclorista”!

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Andrés Chazzareta con sua figlia Anita. Foto credit: andreschazarreta.blogspot.it

Bassano del Grappa y Santiago del Estero non sono mai stati così vicini!

“Quando desideri una cosa, tutto l’universo trama affinchè tu possa realizzarla!”

Sono andata fino a Santiago del Estero per respirare a pieni polmoni il profumo della chacarera, da cui sono stata inebriata e rapita, ma un mio sogno era anche quello di portare qui, a Bassano, un po’ di quel profumo!!
Lo desideravo tanto ed improvvisamente è successo!
Tra le splendide persone che ho incontrato nel mio cammino Cynthia Fattori ha lasciato il segno, con lei ho approfondito la danza non solo nelle nozioni tecniche ma anche e soprattutto nella sua essenza e nel suo lato umano.
Ed improvvisamente succede che “i tedeschi” si sbagliano nella prenotazione delle sale per il suo workshop, lei si trova con un week end libero nel suo giro in Europa e mi chiama per venirmi a trovare!
Un intero week end libero..questo è un segno!! Che sia arrivato il momento di portare un pò di chacarera “bien santiagueña” a Bassano?!” Il tempo è poco ma subito contatto Francesca e Leonardo..visto che quando si parla di passioni ci capiamo!

Chacarera è cultura, è storia, è sentimento.. è quotidianità della gente, è un qualcosa di così sacro per i santiagueños che deve essere trattato con rispetto e valorizzato come merita! E questo è il mio omaggio per loro!

Può essere stata una scelta controcorrente proporre ben due giorni di seminario per un “avvicinamento” a questa danza?? Io sono sicura di no, anzi sono sicura che chi parteciperà ne resterà stupito…chissà forse pure un po’ perplesso nei confronti di chi cerca di insegnarla con una lezione.

Non mi stancherò mai di dirlo ragazzi, abbiate il coraggio di voler scoprire la chacarera fino in fondo, concedetevi il lusso di lasciarvi andare, non vi succederà nulla di male, questo ve lo prometto :-)!

Il seminario, il cui link all’evento lo trovate qui, è già sold out con una settimana d’anticipo e questo devo dire mi fa davvero piacere…però c’è un momento molto particolare a cui invito tutti, soprattutto i curiosi e gli scettici..domenica dalle 17.00 circa ci sarà una “charla” con Cynthia, un’occasione per farci raccontare un pò di folklore, soprattutto di chacarera, direttamente da chi l’ha vissuto fin dall’infanzia. A seguire milonga con qualche sana incursione di folklore e ….una sorpresa ;-)! L’evento lo trovate qui.

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Los Saavedra, un assaggio

Questo articolo sarà breve..

Sabato 22 aprile si celebrava la giornata mondiale della terra, chiaramente in una città come Santiago la cosa è decisamente molto sentita!

La sera si è presentato il gruppo Riendas Libres, di cui ho già parlato  qui ed in questo contesto si sono riuniti molti vecchi amici, tra cui la famiglia Saavedra. Juan, Sandra, i loro figli Yago, Jesus, Nazareno ed un paio di altri integranti.

Il giorno seguente, nel patio del indio Froilan invece si viveva un “dìa nativo” ovvero una riscoperta, valorizzazione, ma anche una presa di coscienza delle problematiche dei popoli nativi.

Questo è un estratto dello spettacolo della famiglia Saavedra ripreso da Revolucion-Arte

Queste alcune foto della domenica di Paula Antumalen Vega